google.com, pub-1709475914964886, DIRECT, f08c47fec0942fa0 Domodossola News: agosto 2022

Niente è più triste di un paese che muore

 


Una volta li chiamavano semplicemente paesi. Poi per una lenta e progressiva conversione lessicale, molti di essi sono diventati borghi. Un salto (in alto) quanto ad eleganza di termini. Un salto in giù se si tien conto di quanta vita è venuta mancare tra l’uno e l’altro stadio. Borgo è un termine avvenente e triste allo stesso tempo. Lascia pensare alla bellezza, ai modi acconci in cui anche un piccolo agglomerato può presentare se stesso mettendo in mostra non solo il meglio, ma anche la parte più appariscente di sé; un paese lustrato a nuovo, versione carta patinata, coi tocchi di colore dei fiori ai balconi, le piazze e le strade linde, i vicoli curati e addobbati quasi più delle case, il pavimento intorno ai centri storici – quasi tutti con il castello alle spalle – di pietra levigata, e posata a terra come un ricamo.

Da paese a borgo, il passaggio non è tuttavia automatico. Anche per un piccolo centro può essere difficile rimettersi in sesto e indossare l’abito adatto per prendere parte, con qualche possibilità di successo, a quella grande fiera chiamata turismo, che ha aperto padiglioni in ogni angolo della Penisola. Un flusso che non ha trascurato neppure i 'paesi dell’osso' – come li chiamava il meridionalista Guido Dorso – quelli abituati ad affollarsi in estate e nelle feste patronali, non di forestieri ma di figli propri, emigranti di brevi e occasionali ritorni. Non si chiameranno mai Borghi i paesi delle zone interne, aggrappati alla grande dorsale appenninica che attraversa tutta intera l’Italia. Anche urbanisticamente sono altra cosa. Le strade portano ancora, come un antico e malinconico trofeo, i segni della vita grama che è sempre passata da quelle parti, e i caseggiati, le mura intorno non hanno tracce di quell’arredo urbano che è come una vernice di modernità spalmata un po’ a posticcio su pietre antiche e quasi tutte sgretolate. Nemmeno a cercare a fondo questi paesi di pietra scarna, troverebbero le risorse giuste per rifarsi una vita a misura di turismo e offrirsi a un mercato che mostra di apprezzare un tipo di offerta che mette insieme vecchio e nuovo, antico e moderno.

Paesaggi e vedute vintage, ricoperti da una patina di nostalgia per un mondo che pure non racconta tutte favole a lieto fine. La natura ha sempre fatto pochi sconti, e soprattutto negli ultimi 40 anni – dalla Campania e dalla Basilicata, come dalla Val Nerina e da Camerino, dall’Aquila e da Amatrice – sono stati i terremoti ad aprire, anzi spalancare, le ultime e più drammatiche vie di fuga. Anche la pandemia ha colpito più duro che altrove e non c’è crisi, come la tragedia della guerra nel cuore dell’Europa, che non annerisca un quadro già fosco.

Di questi paesi, anzi di queste zone, sparse in tutt’Italia e non solo nel Mezzogiorno, si stanno prendendo sempre più cura non i promoter turistici e tantomeno politici e amministratori, ma i vescovi, i Pastori di zone che ai loro occhi, puntati sulla vita piena, sfioriscono giorno dopo giorno.

Proprio oggi a Benevento si conclude un’altra importante tappa di questo percorso avviato insieme tre anni fa da diocesi di dodici regioni, e seguito con grande interesse e partecipazione da tutta la Chiesa italiana ( la chiusura dei lavori è affidata al presidente della Cei, Matteo Zuppi) . Sono ormai i 'paesi dell’addio', di un esodo inarrestabile ma che non fa rumore e lascia traccia soprattutto nel silenzio e nel vuoto che si crea alle spalle; in quella vita piena che svanisce a ogni casa disabitata, a ogni scuola costretta a chiudere per mancanza di alunni, a ogni bottega che s’affaccia su piazze o strade sempre più vuote. A ogni giovane che, per necessità, cerca altre strada. È vita che viene a mancare. E niente è più triste di un paese che muore, avvolto in un’agonia che prima di tutto umilia, con quei segni che uno dopo l’altro cadenzano il ritmo di una veglia triste e dolente. Si attutiscono i rumori fino a sentire i propri passi che rimbombano tra vicoli e stradine deserte. A ogni tratto incombe il 'c’era una volta' messo a guardia non tanto del passato, quanto di un futuro sempre più difficile da praticare.

La prospettiva che più di ogni altra sembra farsi strada è quella della rassegnazione.

C’è la globalizzazione a fornire l’alibi giusto. Che mai saranno quei puntini sparsi e quasi invisibili disseminati sulla nuova carta geopolitica di un mondo in trasformazione? Portano i segni di una dimenticanza antica, quasi uscita dal corso ordinario della storia. Ma la sfida dei vescovi è proprio su questo versante. Di rassegnazione neppure a parlarne e restano al bando anche gli obiettivi minimi. I vescovi non si vedono infatti per 'salvare' ognuno il proprio pezzo di terra, la propria porzione di zona interna, come se l’Italia si potesse affettare e dividere per destini separati e divergenti. Hanno deciso di vedersi per salvare tutti insieme non i singoli paesi, ma un Paese che si chiama Italia. E che certo non può lasciare indietro, o peggio, all’abbandono il patrimonio di umanità, cultura e saggezza di un territorio, che, peraltro, ha tutte le carte in regola per offrire più alti livelli di vita.

Quella dei vescovi è tutt’altro che un’azione di pronto soccorso sociale, ma è l’esatto contrario dell’irresolutezza e della latitanza di altri, anche di certi intellettuali col dito sempre alzato. A guidarli è un’attitudine pastorale che in queste aree pone continuamente a confronto l’uomo e il suo territorio. Un confronto che spesso diventa sfida. E che mai come ora richiede di mettere in campo coraggio e speranza.

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Santo del Giorno MERCOLEDÌ 31 AGOSTO 2022 Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo

 

Dal Martirologio

A Gerusalemme, commemorazione dei santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che raccolsero il corpo di Gesù sotto la croce, lo avvolsero nella sindone e lo deposero nel sepolcro.
Giuseppe, nobile decurione e discepolo del Signore, aspettava il regno di Dio; Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, era andato di notte da Gesù per interrogarlo sulla sua missione e, davanti ai sommi sacerdoti e ai Farisei che volevano arrestare il Signore, difese la sua causa.

Altri Santi

Sant'Aristide filosofo; san Raimondo Nonnato; beato Andrea da Borgo Sansepolcro, sacerdote.

MERCOLEDÌ 31 AGOSTO 2022 Messa del Giorno MERCOLEDÌ DELLA XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)



 Colore Liturgico Verde

Antifona

Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

Colletta

Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
 

Prima Lettura

Noi siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 3,1-9
 
Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera umana?
Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso.
Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 32 (33)

R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini. R.
 
Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R.
 
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo. R.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione. (Cf. Lc 4,18)

Alleluia.

Vangelo

È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,38-44
 
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Parola del Signore.
 

Sulle offerte

L’offerta che ti presentiamo
ci ottenga la tua benedizione, o Signore,
perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito
la salvezza che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
 

Antifona alla comunione

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20)
 
Oppure:

Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo,
fa’ che questo nutrimento del tuo amore
rafforzi i nostri cuori
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

CEI

OSSERVATORIO DI DOMODOSSOLA - COLLEGIO ROSMINI: NOMINATO "CENTENNIAL OBSERVING STATION" DALL'ORGANIZZAZIONE METEOROLOGICA MONDIALE, PATRIMONIO SCIENTIFICO COLLETTIVO DA PROTEGGERE

Veduta di Domodossola dal Sacro Monte Calvario (23 aprile 2014, f. Paolo Lorenzo Bertolotto) con indicazione della posizione del Collegio Rosmini con la torretta dell'osservatorio di fine Ottocento (asterisco giallo) e della stazione attuale su prato (sperimentale dal 1898 e stabile dal 1905).
In questo settore meridionale della città l'urbanizzazione non è stata particolarmente intensa, limitata dal rilievo del Colle Mattarella a Sud, pertanto si può ritenere che l’effetto «isola di calore» sia aumentato relativamente poco dall’installazione degli strumenti al Collegio Rosmini nel 1876 (in precedenza collocati per cinque anni al Palazzo
Mellerio, in posizione più centrale).

SMI/Redazione Nimbus
L'osservatorio meteorologico di Domodossola, attivo dal 1871 al 1876 presso Palazzo Mellerio e in seguito, fino a oggi, al Collegio Rosmini, figura tra i siti di misura più importanti d'Italia in quanto dotato di una serie di osservazioni ininterrotta e derivante da strumenti collocati in posizione inalterata per oltre un secolo. Attualmente il monitoraggio meteorologico viene condotto tramite stazioni automatiche installate e gestite dal CNR-IRSA (Istituto di Ricerca sulle Acque) di Verbania-Pallanza in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana. Per riconoscere e valorizzare tali preziosi siti di misura nel 2016 la World Meteorological Organization - agenzia delle Nazioni Unite deputata al coordinamento delle attività e servizi di meteorologia, climatologia e idrologia nel mondo - ha avviato il programma internazionale "Centennial Observing Station", nell'ambito del quale, con risoluzione approvata nel giugno 2021, ha riconosciuto all'osservatorio del Rosmini la prestigiosa qualifica di "stazione centenaria".

Fonte: http://www.nimbus.it/articoli/2022/220823DomodossolaCentennial.htm

Oxilia - Teatro e musica per la terra d'Ossola, IV ed. 28 agosto 2022 Insigne Chiesa Collegiata dei SS. Gervaso e Protaso Domodossola

28 agosto 2022

Insigne Chiesa Collegiata dei SS. Gervaso e Protaso Domodossola

Esecuzione integrale de

I Concerti Brandeburghesi
di J.S. Bach
Ensemble Pecelli
Andrea Pecelli: direttore

Ore 19.30: prima parte
Ore 21.30: seconda parte


Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso a Domodossola

Il ruolo della donna tra fine ’800 e ’900, visto con gli occhi dei maestri della pittura

Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso è un racconto artistico dedicato ai cambiamenti della figura femminile tra fine ‘800 e la prima metà del ‘900. Una sessantina tra dipinti, foto, sculture – ma anche abiti e macchine fotografiche – per documentare il nuovo ruolo della donna nelle sue diverse sfaccettature: intellettuali, lavoratrici, giovani, anziane…

Oltre agli artisti citati dal titolo, da ammirare una galleria di magnifici ritratti femminili firmati Zandomeneghi, Fattori, Lega, Carrà, Pellizza da Volpedo, Sironi, Modigliani. Un’occasione anche per scoprire, dopo la recente riapertura, i Musei Civici Gian Giacomo Galletti.

Info: Musei Civici Gian Giacomo Galletti
Palazzo San Francesco, Domodossola
Fino all’11 dicembre
Comune.domodossola.vb.it

Domodossola, proseguono i disagi in stazione

Code per fare i biglietti e macchinette non funzionanti in quello che dovrebbe essere un crocevia internazionale



Continua il black out di servizi alla stazione ferroviaria internazionale di Domodossola. Una situazione che evidenzia trascuratezza da parte di Trenitalia.

Già una decina di giorni fa avevamo scritto delle code alla sola biglietteria aperta, causa le macchinette automatiche che non funzionano. I disagi restano e Trenitalia non pare intervenire.

Basta aggirarsi nell’atrio della stazione per vedere code di viaggiatori alle prese  con l’assenza di informazioni e le difficoltà a farei biglietti per le varie destinazioni. Impossibile anche accedere all’ufficio assistenza alla clientela.

In una nazione in cui si pensa solo all’alta velocità, la situazione di Domodossola è emblematica di come l’attenzione all’utenza sia scadente.Tenendo conto che nella stazione 'internazionale', ci sono solo scale e nessun scivolo per agevolare quell’utenza che ha problemi di deambulazione o che siede un carrozzina.

Così la stazione domese resta un 'bel' biglietto da visita per gli stranieri che arrivano in Italia.

Ossola News

A Ghiffa la celebrazione diocesana della Giornata del Creato

 Sabato 3 settembre si celebra in diocesi la 17ª Giornata per la Custodia del Creato, quest’anno dedicata al tema indicato dai vescovi italiani “Prese il pane, rese grazie (Lc 22,19). Il tutto nel frammento”.

L’appuntamento è a partire dalle 9.30 presso il monastero della Santissima Trinità.


La mattina si aprirà con una riflessione proposta dalle monache benedettine del SS Sacramento e sarà dedicata ad  una passeggiata vissuta con un ritmo lento e adatto a tutti, per consentire di assaporare le bellezze della natura, sino al Sacro Monte, con l’arrivo previsto per le 12.15.

Dopo il pranzo al sacco, alle 14.30 un momento di riflessione e preghiera animato dal coro dei Work in Progress sul tema “Torniamo al gusto del pane… Rivediamo la bellezza del Creato”. La giornata si concluderà con la messa, celebrata dal vescovo Franco Giulio alle 15.30.

In diocesi la Giornata per la cura del Creato è l’appuntamento conclusivo del ciclo di pellegrinaggi dedicati a spiritualità e natura del ciclo di “Ora viene il Bello”, avviati nel mese di Luglio. 

diocesinovara.it

DOMENICA 28 AGOSTO 2022 Messa del Giorno XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C



Colore Liturgico Verde

Antifona

Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)

 

Colletta

Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
 
 
Oppure:

O Dio, che chiami i poveri e i peccatori
alla festosa assemblea della nuova alleanza,
concedi a noi di onorare la presenza del Signore
negli umili e nei sofferenti,
per essere accolti alla mensa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.

Dal libro del Siràcide
Sir 3,19-21.30.31 (NV) [gr. 3,17-20.28-29]

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c'è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Sal 67 (68)

R. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome. R.
 
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.
 
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio. R.
 

Seconda Lettura

Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,18-19.22-24a
 
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore. (Mt 11,29ab)

Alleluia.
 

Vangelo

Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1.7-14
 
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore.

Sulle offerte

L’offerta che ti presentiamo
ci ottenga la tua benedizione, o Signore,
perché si compia in noi con la potenza del tuo Spirito
la salvezza che celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. (Sal 30,20)
 
Oppure:

Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)
 
* C
Chi si esalta sarà umiliato,
e chi si umilia sarà esaltato. (Lc 14,11)
 

Dopo la comunione

O Signore, che ci hai saziati con il pane del cielo,
fa’ che questo nutrimento del tuo amore
rafforzi i nostri cuori
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

CEI

Centenario della posa della prima pietra della Basilica della Madonna del Sangue di Re

 

Cento anni fa veniva posata, con scelta ardita e audace, la prima pietra della Basilica di Re, per ampliare la chiesa dove si trovava e si conserva ancor oggi l’edicola della “Madonna del latte” che, a motivo del prodigio avvenuto nel 1494, è stata poi denominata “Madonna del Sangue”. L’ardito progetto che ora si ammira nella sua imponente mole, doveva allora apparire sproporzionato: prima di tutto perché bisognava deviare la strada, che un tempo passava di fianco all’antica chiesa parrocchiale alle nostre spalle; in secondo luogo, per la sua posizione assiale rispetto al luogo dell’edicola che è rimasta nella sua collocazione originale, pur attorniata dai marmi dell’altare che vi è stato costruito intorno. È bello che l’icona della Madonna del sangue sia rimasta in tale posizione, perché là nella piccola chiesa si trova il cuore del santuario e  in Basilica invece il popolo del santuario.

diocesinovara.it

Ritorno a Scuola... L'indispensabile per il Ritorno a Scuola

L’indispensabile per il Ritorno a Scuola

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Stabilo

Festival Oxilia Domodossola Venerdì 19 agosto alle ore 21.15 presso l’insigne chiesa collegiata dei SS. Gervaso e Protaso di Domodossola si terrà il concerto d’organo con il M° Christian Tarabbia

Venerdì 19 agosto alle ore 21.15 presso l’insigne chiesa collegiata dei SS. Gervaso e Protaso di Domodossola si terrà il concerto d’organo con il M° Christian Tarabbia, organista della collegiata di Arona. Il concerto sancisce una collaborazione con Tarabbia e la rassegna da lui diretta “Sonata Organi”, che ogni anno porta nei territori dell’aronese concerti di fama mondiale. Per Oxilia è un segno di crescita delle collaborazioni e dell’interesse per progetto che abbiano al centro la cultura e la bellezza.

Fonte: Comunicato stampa

Uomo di 35 anni trovato morto in casa a Domodossola


 IL corpo senza vita di un uomo di 35 anni è stato trovato nella serata di sabato in una abitazione di Domodossola, nelle vicinanze della stazione ferroviaria internazionale. E’ stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per accedere nella casa: quando sono entrati con il personale del 118 hanno trovato il corpo dell’uomo senza vita.

Sul posto sono subito arrivati anche i carabinieri di Domodossola che stanno indagando sulle cause del decesso. Escluse, per il momento, responsabilità di terzi. L’uomo era di Domodossola e aveva anche una figlia.

La Stampa


Violenza sessuale su una paziente in pronto soccorso a Verbania: arrestato un Oss di 27 anni

 

Un operatore socio sanitario di 27 anni in servizio all’ospedale Castelli di Verbania è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una donna di 45 anni. L’episodio è avvenuto venerdì 29 luglio e la vittima, appena uscita dall’ospedale, ha fatto ha raccontato tutto quello che aveva subito ai carabinieri di Stresa. Dopo le indagini, il gip di Verbania, su richiesta della procura, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare: l’uomo, pregiudicato, ora è ai domiciliari.

Da quanto ricostruito dai militari la donna era andata all’ospedale di Pallanza per una visita. Era nell’area triage del Dea quando le si è avvicinato un operatore socio sanitario, sosteneva che doveva prestarle assistenza in attesa della visita con il medico. E’ qui che l’Oss, abusando del proprio ruolo e dell’ansia della donna legata ai disturbi fisici che l’avevano portata ad andare in ospedale, ha costretto la paziente a subire degli atti sessuali.

In particolare l’Oss ha negato alla donna il permesso di andare in bagno, facendola svestire davanti a lui e facendole usare la «padella» che lui stesso ha voluto posizionare. Poi, visto che la donna non riusciva a urinare, con la scusa di aiutarla, l’ha palpeggiata ripetutamente.

Successivamente l’Oss ha acconsentito che andasse in bagno, ma è entrato più volte con la scusa di capire se la paziente stava bene e poi l’ha nuovamente palpeggiata con il pretesto di verificare se era accuratamente pulita per la visita medica.

Inizialmente la donna, complice anche l’ansia, si è fidata di questo Oss. Poi ha iniziato a dubitare, in particolare dopo che l’uomo le ha chiesto se era fidanzata. Dopo quella domanda ha preteso che l’Oss uscisse dal bagno. Finita la visita medica la donna si è subito presentata alla stazione dei carabinieri Stresa per fare denuncia.

In particolare l’Oss ha negato alla donna il permesso di andare in bagno, facendola svestire davanti a lui e facendole usare la «padella» che lui stesso ha voluto posizionare. Poi, visto che la donna non riusciva a urinare, con la scusa di aiutarla, l’ha palpeggiata ripetutamente.

Successivamente l’Oss ha acconsentito che andasse in bagno, ma è entrato più volte con la scusa di capire se la paziente stava bene e poi l’ha nuovamente palpeggiata con il pretesto di verificare se era accuratamente pulita per la visita medica.

Inizialmente la donna, complice anche l’ansia, si è fidata di questo Oss. Poi ha iniziato a dubitare, in particolare dopo che l’uomo le ha chiesto se era fidanzata. Dopo quella domanda ha preteso che l’Oss uscisse dal bagno. Finita la visita medica la donna si è subito presentata alla stazione dei carabinieri Stresa per fare denuncia.

lastampa.it

Dodici ragazzi si perdono in alta valle Antrona: il recupero con soccorso alpino ed elicottero dei vigili del fuoco

 

Doppio intervento oggi pomeriggio (martedì) in Ossola dell’elicottero dei vigili del fuoco, soccorso alpino Valdossola e Sagf della guardia di finanza. 

Il primo intervento è stato nelle alture della Bassa Ossola: qui un escursionista si era perso nella zona tra Genestredo (Vogogna) e Colloro (Premosello). Non trovando più il sentiero ha chiesto aiuto ed è intervenuto il soccorso alpino di Villadossola. E’ stato rintracciato grazie al soccorso alpino della guardia di finanza che ha individuato le coordinate del suo cellulare. L’uomo è stato recuperato con l’elicottero dei vigili del fuoco.

Finito questo intervento, un secondo è tuttora in corso in alta valle Antrona. Qui la richiesta di aiuto è arrivata da un gruppo di 12 ragazzi che ha perso il sentiero vicino all’alpe Trivera, poco meno di 1000 metri di quota nella zona delle miniere di oro. Le squadre del soccorso alpino vengono portate in quota dall’elicottero dei vigili del fuoco già in zona.

La Stampa

Il capitano Mauro Maietta nuovo comandante della guardia di finanza di Domodossola

Il capitano Marco Ghenda, il colonnello Antonello Reni e il capitano Mauro Maietta

Fonte: La Stampa 

Il capitano Maietta, 28 anni di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), ha frequentato l’Accademia fino al 2017 e in seguito è stato comandante della sezione operativa e dei baschi verdi della guardia di finanza a Crotone. In quel periodo è stato anche impegnato in importanti operazioni di polizia giudiziaria.

Inseguito è stato ufficiale istruttore alla scuola ispettori e sovrintendenti della Finanza a L’Aquila.

Il colonnello Antonello Reni, comandante provinciale della guardia di finanza del Vco ha rivolto al capitano Ghenda «l’apprezzamento per la collaborazione fornita nel periodo trascorso in Ossola e per i risultati di servizio conseguiti» e al nuovo comandante della compagnia di Domodossola «i migliori auspici e auguri per l’assunzione del nuovo incarico, invitandolo a profondere il massimo impegno nell’attività operativa al servizio della comunità ossolana».



Novara, la pista del Pala Dal Lago sarà rifatta


La Regione Piemonte ha accolto, nell’ambito del bando “Linee di intervento per l’impiantistica sportiva 2021-2022”, il progetto di rifacimento della pista da gioco del Palazzetto Stefano dal Lago.
Il progetto, come approvato in via definitiva dalla giunta comunale del 5 aprile 2022, prevede la sistemazione del parquet e intervento alle balaustre dell’impianto sportivo per un totale di 139 mila euro di lavoro. “Intervento che – dichiara l’assessore allo Sport Ivan De Grandis – consentirà il rifacimento totale della pavimentazione in legno della struttura dopo la rimozione di quella attuale e il relativo smaltimento. Operazione che sarà in parte finanziata dal bando regionale (40 mila euro) con un cofinanziamento del Comune. Un’opera fondamentale per dare alle società di rotellistica, pattinaggio e hockey che utilizzano la struttura di avere a disposizione un impianto efficace e funzionale sia per gli allenamenti che per le gare. Un primo passo verso la riqualificazione dell’edificio che fa parte della grande storia e tradizione sportiva novaresi”.

“Un ulteriore tassello – conclude De Grandis – per il sistema sport della nostra città. Il rilancio del Pala Dal Lago, edificio che fa parte della grande storia e tradizione sportiva novarese, è un altro passo verso l’importante riconoscimento di Città Europea dello Sport 2025 che ci siamo prefissati di raggiungere”.

sdnovarese.it

Una palestra per potenziare l’immaginazione e la relazione con il mondo attraverso le arti

Un'ermeneutica del quotidiano attraverso la pratica delle arti poetiche, performative e visive. È l'obiettivo di Palestra Sociale, quinto capitolo di Tentativo di Dubbio, un percorso di ricerca nato qualche anno fa dal collettivo artistico Didymos.

"L'iniziativa in programma -spiegano dall'associazione culturale Mastronauta di Omegna- prevede di praticare e progettare una serie di esercizi per evadere dal modo ordinario ed automatico di relazionarsi al mondo. Si tratta di un progetto in progress che si propone come una vera e propria palestra dove potersi allenare all’evasione dal sistema empiristico/statistico che determina un disequilibrio tra coscienza, corpo e mondo, un training per riconquistare presenza con uno sguardo fenomenologico. Il collettivo Didymos sta trascorrendo in questi giorni un periodo di residenza artistica presso i nostri spazi coinvolgendo anche un gruppo di lavoro temporaneo i cui partecipanti, oltre a testare e studiare gli esercizi della palestra, hanno l’occasione di  progettarne uno nuovo in maniera collettiva.

Dal 9 al 13 agosto 20222 tra Orta, Domodossola e Omegna sono previste 6 sessioni di allenamento aperte al pubblico in cui saranno proposti diversi esercizi con precise indicazioni di svolgimento e  specifici dispositivi/attrezzi per poterli eseguire in un tempo e luogo definito. La palestra è aperta a chiunque voglia allenarsi per potenziare l’immaginazione, la percezione, l’argomentazione, la relazione con il mondo e l’alterità".

Ecco il programma completo degli esercizi day by day:

Mar 9 agosto - Orta San Giulio, Piazza Motta  - WONDER ORTA -  ore 18
ALLENAMENTO DI ATTENZIONE AL MOVIMENTO DEGLI OCCHI
oltre la dispersione dello sguardo e prima della visione.
PASSEGGIARE IN UN VIALE ALBERATO
autoanalisi dei principi della percezione

Mer 10 agosto - Orta San Giulio, Piazza Motta  - WONDER ORTA  -  ore 18
AVVICINARSI AL LAGO
osservare il flusso percettivo
GUARDARE L'ALTRO CHE GUARDA
i punti tesi nello spazio della co-esistenza

Gio 11 agosto - Domodossola, Museo Civico di Domodossola   -  ore 10
RIDURRE UNA PIETRA A PIETRA
al di là del dato empirico, nulla appare invano

Gio 11 agosto - Omegna, Mastronauta -  ore 18
TRACCIARE L'ELLISSE
sincronia tra corpo e pensiero
RICAMARE UNA BANDIERA
facilitazioni logiche per fare mondo

Ven 12 agosto - Omegna, Mastronauta -  ore 18
ASSERIRE CHE “LE FOGLIE SONO VERDI
interrogarsi sulla verità e la bellezza
SOFFERMARSI DAVANTI ALL’ACQUA
tre esperienze estetiche

Sab 13 agosto - Omegna, Mastronauta -  ore 18
RISONANZE CROMATICHE
cinque allenamenti di accordo e porosità
ACCORDARSI ALLO STRUMENTO
tra perdita e affermazione della presenza
In collaborazione  con Massimiliano Marianni

La partecipazione è gratuita.

Ossola News

Estate: boom presenze anche in montagna, salgono a 71 milioni

© ANSA Vacanze estive non solo al mare ma anche in montagna: sulle Dolomiti e le Alpi ma anche sugli Appennini continua il boom delle presenze turistiche. Secondo uno studio di Jfc che l'ANSA pubblica in anteprima complessivamente - nell'estate 2022 - si raggiungeranno 71 milioni di presenze presso strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere di vario genere, seconde case, etc. "Un dato rilevante, se comparato ai 49 milioni di presenze registrate lo scorso anno in questi ambiti. Per le vacanze estive in montagna continua la fase di rilancio e di scoperta iniziata con l'avvento del Covid-19" commenta Massimo Feruzzi di Jfc. Con un punteggio complessivo di 1.172 voti Cortina d'Ampezzo è la regina nel ranking delle destinazioni montane ed appenniniche estive stilata da Jfc. Al secondo posto si posiziona la valdostana Courmayeur con 1.144 voti ed al terzo posto, invece, una destinazione trentina: si tratta di Madonna di Campiglio, con 920 punti.
Mare "Non solo in inverno, ma anche in estate, queste destinazioni mantengono la propria posizione di leadership. Per questa rilevazione abbiamo complessivamente analizzato ben 16.045 voti utili (solo per quanto riguarda le prime 20 posizioni delle cinque categorie)" commenta Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e autore dello studio. Jfc realizza poi singole classifiche su classifiche su varie tematiche da cui emerge che Courmayeur, seguita da Bormio e da Bressanone sono state indicate come le destinazioni più "rilassanti e tranquille"; Livigno, San Vigilio di Marebbe e Molveno come le destinazioni più "green". Gli Italiani, inoltre, considerano Andalo, Asiago e Canazei le destinazioni più "family", mentre la destinazione più "divertente" è Madonna di Campiglio, seguita da Cortina d'Ampezzo e Livigno. Infine, gli Italiani indicano come destinazione montana/appenninica più "trendy" Cortina d'Ampezzo, seguita da Courmayeur e Madonna di Campiglio". (ANSA).

L'Ossola Guitar Festival edizione 2022 conclusa con grande successo

 


Con il concerto in programma ieri sera a Bognanco, si  è chiusa la 26ªedizione dell'Ossola Guitar Festival che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Baceno e Cardezza.
Il Festival, che sposa da sempre la parallela finalità di far apprezzare le suggestive location del nostro territorio, ha ospitato, nella monumentale Chiesa di San Gaudenzio a Baceno, la performance di un giovane ma già affermato duo, quello costituito dal soprano Serena Fazio e dal chitarrista Francesco Spina. Una esibizione che ha riportato alla luce con slancio ed espressività alcune importanti pagine vocali novecentesche di diversi paesi europei, ma che ha anche riservato un paio di incursioni nel repertorio solistico della chitarra con due fondamentali opere del brasiliano Heitor Villa-Lobos.
La Chiesa di Cardezza ha invece ospitato ieri sera il Duo Equinox, costituito da Giovanni Lanzini al clarinetto e Fabio Montómoli alla chitarra. “Ciao Italia” è il titolo del progetto presentato: un excursus da Paganini alla tradizione napoletana per passare da alcuni celebri estratti del repertorio operistico. Il pubblico di Cardezza ha potuto apprezzare il duo toscano che ha saputo entusiasmare i partecipanti per le briose ed eleganti interpretazioni. 
Ed è stato nel padiglione intitolato a Carlo Angela (padre del celebre Piero) presso il Parco delle Terme di Bognanco che ieri sera si è tenuto il decimo ed ultimo concerto di questa 26ªedizione dell'Ossola Guitar Festival. 

vcoazzurratv.it

Stasera, lunedì 8 agosto alle ore 21.15 nella Sala Bozzetti del convento dei padri Rosminiani al Sacro Monte Calvario di Domodossola Jazz made in Ossola


Stasera, lunedì 8 agosto alle ore 21.15 nella Sala Bozzetti del convento dei padri Rosminiani al Sacro Monte Calvario di Domodossola si terrà il concerto "Let's go ahead” con il Roberto Mattei Hurricane Septet. Un appuntamento dedicato al lavoro di un autore e interprete ossolano, con un grande respiro internazionale e che guarda al panorama contemporaneo della grande musica jazz.
Roberto Mattei, presenta con il suo “Hurricane Septet” il progetto discografico “Let’s Go Ahead” nel quale racchiude tutta la sua storia musicale. I brani proposti, infatti, portano tutti la sua firma la quale è posta anche sotto gli arrangiamenti per settetto.
Il gruppo: Marco Mariani – tromba / flicorno; Gianluca Zanello – sax alto; Tullio Ricci – sax tenore; Federico Cumar – trombone; Lorenzo Blardone – pianoforte; Roberto Mattei – contrabbasso; Massimiliano Salina - batteria. Il concerto rientra nell'ambito di Oxilia Festival (oxilia.com).

Ossola News

È nata Lutea, la casa di produzione cinematografica made in Ossola



È nata Lutea, una casa di produzione e distribuzione cinematografica ossolana, che debutta con il cortometraggio 'I salti della rana' girato nel bed & breakfast Casa Tomà di Masera. "Insieme ad Alberto Lepri, a Giorgio Minelli, Fabrio Maffezzini e Marco Pirozzini - spiega Marzio Bartolucci , il legale rappresentante della neonata società e regista de 'I salti della rana' - abbiamo costituito la s.r.l. e ci siamo dati l'obiettivo di cominciare a lavorare su tre produzioni, la prima è il cortometraggio, poi un documentario a cui stiamo lavorando, che coinvolge il territorio e riguarderà il tema del contrabbando. Inoltre siamo impegnati nella realizzazione di un lungometraggio, un percorso produttivo un po' più impegnativo, per il quale abbiamo acquisito i diritti d'autore di un libro del compianto Benito Mazzi". A proposito della scelta del nome dice Bartolucci :"Cercavamo un nome che fosse rappresentativo del nostro territorio e Lutea, il fiore della genziana, era perfetto". Alberto Lepri ha curato la fotografia de 'Il salto della rana'. L'opera tratta di uno spaccato di vita quotidiana di una famiglia che deve convivere con una nonna malata di Alzheimer. Il soggetto è di Giorgio Minelli, il quale ha poi sviluppato la sceneggiatura con Bartolucci e lo stesso Lepri. Il lavoro vede impegnate tre attrici di Piemonte e Lombardia: Angelica Fietta Lagna di Ivrea interpreterà il ruolo di una giovane studentessa; Iliana Giammusso di Torino vestirà i panni della nonna della studentessa, infine il ruolo dell'infermiera professionale è stato affidato alla cremonese Marinella Pavanello. Il cortometraggio conferma il sodalizio artistico tra Marzio Bartolucci e Alberto Lepri, iniziato l'anno scorso con la realizzazione del cortometraggio Damua, realizzata con l'associazione culturale DomoMetraggi.
Ossola News

Incidente vicino alla Val d’Ossola, cade con parapendio: morto 51enne

Un uomo di 51 anni, svizzero residente nel Canton San Gallo, è morto oggi in un incidente con il parapendio, nel comprensorio del Munster-Geschinen a Obergoms, in Vallese, a ridosso del confine con la Val d'Ossola.
L'incidente
Il pilota ha perso il controllo della sua ala ed è caduto su un terreno scosceso in un luogo chiamato "Unnere Stock". Nonostante il rapido intervento dei servizi di emergenza, l'uomo è morto sul luogo dell'incidente. Skytg24

Balivi, commercianti e architetti: il legame tra Val d’Ossola e Svizzera in un libro

 

Al Museo Civico di Domodossola viene ripercorsa la storia di molti ossolani ed ossolane che hanno lasciato una loro traccia in Svizzera e nel mondo. tvsvizzera

Il volume di Enrico Rizzi, storico ossolano, ripercorre le vite di 300 personaggi nati nella valle più settentrionale del Piemonte che hanno viaggiato e avuto successo in giro per il mondo: tra di loro, molte vicende che uniscono l’Ossola e la Svizzera.

Dall’Ossola, la valle più settentrionale del Piemonte, quella che confina da una parte con il Canton Ticino e dall’altra con il Canton Vallese, fino all’Etiopia, all’Argentina, all’Australia, alla Turchia, e naturalmente anche nella ben più vicina Confederazione Svizzera.

Mercanti ed ecclesiastici, medici e artisti, impresari e diplomatici, condottieri, generali e politici. Emigranti che, spinti dall’ingegno, dalla fede, dal caso o dalla necessità, hanno viaggiato e vissuto in ogni angolo del pianeta, in tutti e cinque i continenti. Le storie di 300 di loro (nati non oltre il 1912) sono state raccolte dallo storico Enrico Rizzi nel volume intitolato Il genio degli ossolani nel mondo (Grossi Edizioni). L’abbiamo incontrato per (ri)scoprire le vicende di chi, originario dell’Ossola, ha legato il proprio nome al territorio svizzero.

Da Toceno ai grandi magazzini di Zurigo.
La storia ancora oggi probabilmente più attuale è quella di Giovanni Pietro Jelmoli, nato a Toceno, in Val Vigezzo, nel 1794. Figlio di contadini, emigrò dapprima in Germania e successivamente in Svizzera dove, come si legge anche nella pagina a lui dedicata sul Dizionario storico della SvizzeraLink esterno, fondò "un’azienda di capi d’abbigliamento e articoli di moda a buon mercato e a prezzi fissi orientata anche verso la clientela rurale". Parliamo della prima metà dell’Ottocento, eppure il nome non suonerà nuovo a chi ha l’abitudine di fare shopping a Zurigo: i grandi magazzini che ancora oggi occupano il palazzo di vetro nel centro della city, chiamati appunto Jelmoli, portano proprio il cognome di Giovanni Pietro, colui che inaugurò quell’impresa. Lugano, San Gallo e Costanza…
A tre secoli prima risale invece la storia di Giovanni Viglezio (noto anche come Giovanni Menabene), originario di un altro comune vigezzino, Craveggia, che fu rettore delle scuole di Lugano per circa trent’anni nella prima metà del Cinquecento. “Esperto di lingue classiche e di scienze mediche”, maestro del letterato svizzero Francesco Ciceri, è sepolto proprio a Lugano, dove morì nel 1554. Ben più a nord si stabilì invece la famiglia De Albertis, originaria di Vanzone e attiva nel settore del commercio del lino: 300 anni fa, il 20 febbraio del 1720, l’abate di San Gallo Joseph de Rudolfis concesse alla famiglia di origini italiane (e di fede cattolica) il brevetto di commercio l’egida abbaziale. Una concessione, favorita probabilmente proprio da ragioni religiose, osteggiata dagli altri negozianti di Rorschach: e fu così che i De Albertis si spostarono ancora un poco più a nord, nella vicina Arbon, all’epoca ricadente nel territorio di Costanza. Il figlio del mercante di fagioli divenuto Gran Balivo del Vallese
Di storie così improbabili da sembrare frutto della fantasia, nel volume di Enrico Rizzi, ce ne sono parecchie, ma quella di Enrico Antonio Augustini forse le batte tutte. Nato a Macugnaga, ai piedi del Monte Rosa, e figlio di un commerciante ambulante di "fagioli, alloro e noce moscata", si trasferì a Briga per frequentare il collegio dei Gesuiti; successivamente si arruolò nelle truppe mercenarie svizzere al soldo del re di Francia, quindi intraprese una brillante carriera da avvocato e notaio. Giunto a Berna pochi anni prima del 1800, prese parte ai negoziati per l’ammissione del Vallese nella Repubblica Elvetica e assunse poi l’incarico di Gran Balivo nel 1802 (mantenendolo per cinque anni) e poi nuovamente nel 1821, ormai quasi ottantenne. Una carriera folgorante la sua, caratterizzata da luci e ombre, come testimoniato da un rapporto anonimo datato 1811 e conservato nell’Archivio di Stato di Sion: "La sua abilità non è mai stata messa in dubbio, ma negli ultimi tempi ha tenuto [...] una condotta talmente sopra le righe da arrivare ad annullare i giudizi favorevoli che gli antichi servizi resi [...] avevano suscitato nel pensiero dell’imperatore [...] Ha attraversato con successo tutti gli affari e tutti gli intrighi vallesani, sapendo cambiare partito secondo le circostanze o il suo interesse o il suo punto di vista, indifferente ai modi per raggiungere il risultato". Augustini non fu però l’unico Gran Balivo del Vallese della storia a essere originario dell’Ossola: già 200 anni prima, a cavallo del 1600, era stata la volta di Michele Maggerano. Nato a Leuk ma figlio del commerciante Giovanni Maggerano di Vanzone, mantenne la più alta carica del Vallese tra il 1631 e il 1638. Fu proprio in quel periodo, nel 1634, che il vescovo di Sion Ildebrando Jost fu costretto ad abdicare al potere temporale: il testo di rinuncia, curiosamente, venne scritto proprio da Michele Maggerano. Paolo Vietti Violi, l’archistar dimenticata
Nel dizionario biografico ossolano di Rizzi trova spazio anche il nome di un architetto capace di affermarsi come uno di progettisti più apprezzati del Novecento, pur essendo oggi la sua figura poco conosciuta anche a causa della distruzione del suo archivio: Paolo Vietti Violi. Nato nel 1882 a Grandson, in Svizzera, da una famiglia originaria di Oira, una manciata di chilometri a nord di Domodossola, si formò prima a Ginevra, poi a Parigi e infine a Milano. Proprio nel capoluogo lombardo, nel 1911, lavorò al suo primo importante progetto: l’ippodromo di San Siro. A quello seguirono – tra gli altri – quello delle Capannelle a Roma, quello di Mirafiori a Torino e successivamente quelli di Ankara e Istanbul e in Turchia, di Addis Abeba in Etiopia e di Valencia in Venezuela. Oltre a ippodromi (33, complessivamente, nel corso della sua carriera) e stadi, progettò strutture civili come villaggi operai e chiese e strutture private come ville e hotel. Divenuto sindaco di Vogogna, paese della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, morì nel 1965. “Il lavoro che ha portato alla pubblicazione di questo libro è durato quasi 40 anni – spiega l’autore Enrico Rizzi – e cominciò insieme ad altri studiosi ossolani che purtroppo, siccome quarant’anni sono molti per la vita dell’uomo, mi hanno lasciato solo a concludere questo lavoro”. Un lavoro di ricerca lungo e faticoso, ma che trova ragione nel fatto che “gli ossolani oggi conoscono poco questo aspetto della loro storia. Volevamo che soprattutto i giovani sentissero l’importanza di questo loro passato e il valore di queste radici”. Il volume Il genio degli ossolani nel mondo ha ispirato anche l’omonima mostra allestita a Domodossola, presso il Museo civico di Palazzo Silva, che resterà aperta fino al 15 ottobre 2022.

Seconda edizione del concorso fotografico di @Mani Tese Ong Onlus “Dualismi - Umanità e Pace”

 


ManiTese Verbania ha indetto la seconda edizione del concorso fotografico di @Mani Tese Ong Onlus “Dualismi -Umanità e Pace” per promuovere una cultura di pace attraverso scatti che rappresentino il concetto di pace tra le persone. I partecipanti possono inviare le proprie fotografie fino alle ore 23.59 del 28 agosto 2022. Concluso il termine di invio, raccolta e verifica del materiale, il 5 settembre 2022 verranno pubblicate tutte le foto idonee sulla pagina Facebook Mani Tese Verbania, per poter essere votate tramite i “like” fino alle ore 23.59 del 12 settembre 2022. I vincitori del concorso verranno proclamati sulla pagina Facebook Mani Tese Verbania; l’evento di premiazione sarà il giorno 21 settembre, in occasione della Giornata Mondiale della Pace. Per maggiori informazioni è possibile scrivere alla pagina Facebook oppure all’indirizzo mail verbania@territorio.manitese.it.
verbaniamilleventi.org