google.com, pub-1709475914964886, DIRECT, f08c47fec0942fa0 Domodossola News

Omegna. Al Museo Rodari le favole diventano multimediali

 Un’esperienza multimediale coinvolgente, immersiva e accessibile a tutti, progettata con un’attenzione particolare per il pubblico infantile ma capace di dialogare anche con un pubblico adulto

Quando l’editore Einaudi nel 1973 pubblicò Grammatica della fantasia, di Giovanni Francesco Rodari (1920-1980), detto Gianni, Tullio de Mauro recensendo il libro su Paese Sera, definì lo scrittore con l’aggettivo 'classico'. «Rodari non ha dimenticato le sue buone qualità: la chiarezza, l’intelligenza sorridente, la capacità di far saltare fuori idee da un sasso. Come Cimarosa col suo Maestro di Cappella, come Rilke nelle 'Lettere a un giovane poeta', come Goethe e Leopardi in certe loro pagine, un artista ha messo in tavola le carte del suo gioco. E ne è nato, elegante e geniale, un classico». Dopodichè lo stesso Rodari, secondo il suo stile scherzoso e fantasioso, fissò un cartellino sulla propria giacca con la dicitura 'Sono un classico'. E probabilmente ora, in occasione della nascita a Omegna ( Vb) - città natale dello scrittore di fantasia, sulla sponda del Lago d’Orta in Piemonte - del 'Museo Rodari, una fantastica storia', avrebbe apposto sulla giacca la scritta 'Sono un museo', spiega Pino Boero, curatore del museo interattivo. Il percorso del Museo Rodari (sito nella centrale via Carrobbio, 45) è stato studiato per creare un’esperienza multimediale coinvolgente, immersiva e accessibile a tutti, progettato con un’attenzione particolare per il pubblico infantile ma capace di dialogare anche con un pubblico adulto e preparato. Gli exhibit interattivi coniugano elementi fisici con videoproiezioni digitali, componenti meccaniche e software procedurali si mescolano e si intrecciano tra di loro, per disegnare un percorso narrativo inedito sulla vita e la poetica di Rodari. I visitatori sono chiamati a mettersi in gioco in prima persona per attivare i racconti e i meccanismi narrativi delle varie installazioni, senza di loro il museo non avrebbe senso, resterebbe perennemente incompiuto. In un percorso museale che non espone oggetti ma storie ed esperienze, il vero contenuto da tutelare e salvaguardare sono proprio i visitatori e la loro esperienza di visita. In questo modo il museo si trasforma, diventa un luogo vivo e accessibile, in cui sperimentare nuovi modelli di didattica e di diffusione del patrimonio immateriale, seguendo le orme fantastiche di Rodari. Il Museo racconta la 'fantastica storia' dello scrittore, del territorio e del contesto storico con la leggerezza della dimensione virtuale, con il piacere della scoperta di testi che scendono dagli scaffali e immagini che si ricompongono. Il visitatore potrà vedere Rodari intervistato alla televisione e ascoltare 'al telefono' alcune famose 'favole' con la possibilità, componendo numeri speciali, di sentirle recitate in diverse lingue. Da Omegna, la città e il paesaggio circostante, che hanno ispirato la fantasia di Rodari, al mondo, dunque, in un viaggio dentro un museo pieno di sorprese per piccoli e grandi. Per info: www.museorodari.it.
(Fonte: Avvenire)




Cammino diocesano di Quaresima e Pasqua 2022

 “Vicino a te è la Parola” è il titolo del cammino per i tempi di Quaresima e Pasqua della Diocesi di Novara. 

Riprendendo alcuni spunti della lettera pastorale del Vescovo I semi del tempo, si propone di vivere la Quaresima come tempo di silenzio per riscoprire la vicinanza di Dio e la Pasqua come momento di annuncio per essere noi vicino agli uomini. 

La citazione della lettera ai Romani – che ascolteremo nella I domenica di Quaresima – sintetizza queste due dinamiche, mettendo al centro la Parola di Dio che è appunto meditata nel silenzio del cuore (Quaresima) per essere poi annunciata al mondo per mezzo di parole di salvezza che risuonano dai vangeli attraverso la nostra bocca di testimoni (Tempo Pasquale). 

L’ANIMAZIONE LITURGICA DELLA DOMENICA

Per ogni domenica è proposto uno schema per l’animazione delle Messe, con segni e preghiere per valorizzare la bellezza della liturgia e aiutare ad ascoltare, gustare comprendere e vivere la Parola di Dio. Questo percorso sarà accompagnato da due simboli della tradizione artistica paleocristiana, il “pesce” in Quaresima e l’“ancora” nel Tempo di Pasqua. 

QUARESIMA DI CARITA’

Vicini alla Chiesa che non ha voce

La proposta di solidarietà della Diocesi di Novara, a favore della Chiesa che non ha voce, attraverso due attenzioni individuate da Centro Missionario e Caritas diocesana. La proposta si può trovare all’interno del sussidio per l’animazione liturgica. 

CATECHISMO, GIOVANI E FAMIGLIE

In appendice al sussidio liturgico, i catechisti troveranno delle attività da proporre nei loro incontri ai ragazzi, mentre per i giovani e per le famiglie sono stati realizzati due fascicoli allegati a questo sussidio. 

Ogni settimana, sarà proposta un’attività per i giovani, per continuare il percorso di Quaresima e di Pasqua in oratorio e le famiglie saranno invitate a vivere delle proposte particolari e a trascorrere momenti di gioco con i bambini e di riflessione e preghiera insieme, per vivere insieme questo tempo favorevole. 

Le tappe del percorso liturgico e pastorale offerto dai sussidi sono alcune attenzioni suggerite dai temi del silenzio e dell’annuncio. 

Fonte: http://www.diocesinovara.it/quaresima-pasqua-2022/









Sono 12.333 i vaccinati contro la COVID-19 di oggi in Piemonte. Bollettino incidenza negli adulti dati del 15 Febbraio 2022

Sono 12.333 le persone comunicate all’Unità di Crisi della Regione Piemonte che nel bollettino odierno hanno ricevuto il vaccino contro la COVID-19. A 986 è stata somministrata la prima dose, a 3.335 la seconda, a 8.012 la terza. Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 9.517.587 dosi, di cui 3.258.832 come seconde e 2.670.560 come terze. 

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI Nella settimana dal 7 al 13 febbraio l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è di 640.4, in netta diminuzione (-40,4%) rispetto ai 1075.1 della scorsa settimana. Si consolida dunque per la quarta settimana consecutiva il calo dell’incidenza. Il dato è in linea con quanto accade nel resto del Paese ed in Europa. L’incidenza della fascia di età 19-24 anni scende a 483.1 con una diminuzione del 46,6 % rispetto alla settimana precedente. Nella fascia 25-44 anni l’incidenza è di 787.3 (-40,3%). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 608.5 (-37,5%). Nella fascia 60-69 anni l’incidenza è 416.1 (-36,7%). Tra i 70-79 anni l’incidenza è invece di 344.2 (-32,9%). Nella fascia over80 l’incidenza è 454.1 (-33,3%).
quotidianopiemontese.it

Covid e sfida educativa: la risposta all’emergenza è un’alleanza

 La riflessione di Paolo Usellini, direttore dell'Ufficio Scuola della diocesi, a margine del progetto lanciato dalla diocesi con Fondazione Carolina per la formazione sul tema della cittadinanza digitale.

All’emergenza si risponde con un’alleanza. Sembra solo uno slogan, ma è un impegno assolutamente concreto. L’ha usato Margherita Invernizzi, condirettrice dell’Ufficio diocesano per la famiglia, durante la presentazione del progetto lanciato dalla diocesi con Fondazione Carolina per la formazione degli insegnanti di religione sul tema della cittadinanza digitale. Una risposta all’appello lanciato dal vescovo Franco Giulio alla patronale di san Gaudenzio 2022 a non dimenticare i giovani, a stare loro vicini, a renderli protagonisti.

Ma anche un piccolo tassello di un impegno – quello educativo – che per la comunità cristiana parte da lontano e che ha il volto delle catechiste che ogni settimana incontrano i più piccoli, delle famiglie che si spendono per le altre famiglie nelle parrocchie, degli animatori dei nostri oratori. E poi proprio degli insegnanti di religione: sacerdoti, laiche e laici che con fatica, impegno e dedizione vivono nella scuola questa sfida quotidianamente.

Il peso del Covid non si sente solo sull’economia, ci ha ricordato il vescovo. La perdita di relazioni con i pari, la sovraesposizione alla rete internet, le lezioni a intermittenza, si sono fatte sentire su bambini e ragazzi in questi due anni. Alcuni segnali preoccupanti si registrano già. Ma il rischio è che i più gravi arriveranno nel prossimo futuro.

Ecco, allora, il senso dell’impegno educativo oggi. Passare dall’emergenza all’alleanza. Tra scuola, associazioni, oratori e famiglia. L’obiettivo, l’ha detto detto bene don Gianluca De Marco, responsabile della pastorale giovanile diocesana. Trasformare l’ansia che oggi vivono molti nostri ragazzi, in speranza.

sdnovarese.it



Carnevale domese torna ad animare la città

 

È stato presentato questa mattina, martedì 15 febbraio, con una conferenza stampa presso la sala onsigliare del Comune di Domodossola il programma del Carnevale 2022.

Un carnevale in forma ridotta senza la sfilata dei carri e senza il matrimonio del Togn e della Cia in pazza per prevenire gli assembramenti ma che segna un primo passo per il ritorno alla normalità.

Dopo due anni di pandemia abbiamo ripreso in mano il carnevale – afferma il presidente del Comitato Pulenta e Sciruii, Alberto Polacchi – per quanto è possibile dalle autorizzazioni, la novità di quest’anno è che la consegna delle chiavi non avverrà in sala consigliare ma a Palazzo San Francesco”.

Siamo tornati anche con il prgetto ‘Città in giallo’ - spiega il vicepresidente Andrea Truscello – che è il colore della polenta e del nostro carnevale. Abbiamo voluto insieme al Comune posizionare i filari nelle vie del centro, abbiamo distribuito ai commercianti domesi un kit con dentro i disegni dei bambini delle scuole di Domo creando così la mostra a cielo aperto più grande d’Italia”.

Finalmente è giunto il momento di riportare all’attenzione della Città il carnevale domese – dice il sindaco Lucio Pizzi – un momento a cui noi siamo molto legati perché  teniamo alle nostre tradizioni, ci siamo confrontati con il comitato per capire cosa fare: c’era grande voglia di ripartire ma chiaramente c’era da trovare un punto d’equilibrio rispetto alle difficoltà del momento”.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 19 febbraio alle 17 a Palazzo San Francesco dove all’ombra dell’antico sipario del Teatro Galletti, il cui restauro sarà presentato il giorno prima, il sindaco Lucio Pizzi darà le chiavi della città al Togn e alla Cia; alle 19 ci sarà l’apericena all’Etho e la sera si conclude all’Alice After Dinner.

Domenica 20 febbraio alle 18 in collegiata sarà celebrata la messa in suffragio dei soci defunti del Comitato Pulenta e Sciriuii.

Dal 23 al 25 febbraio il Togn e la Cia faranno visita alle scuole e doneranno ai bambini il libro illustrato con la storia delle maschere domesi.

Domenica 27 febbraio dalle 11.30 in piazza Mercato torna la distribuzione della Polenta e Sciriui e si potrà anche leggere l'immancabile Tavan; alle 14.30 dj Tanza farà ballare grandi e piccini con un dj set in piazza.

Martedì 1 marzo si conclude il Carnevale con il ‘Martedì grasso sulla neve’, il Togn e la Cia, in compagnia del Comitato Pulenta e Scirui saranno a Domobianca365 per una giornata di festa e di sci.

Fonte: ossolanews.it

Domodossola, condannato a 1 anno e 20 giorni per vilipendio delle tombe

 



Quattro anni fa in circostanze simili era stato assolto, questa volta invece Aldo Albertario, 64 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine come frequentatore di cimiteri, è stato condannato a un anno e 20 giorni per vilipendio delle tombe. Il processo - davanti al giudice del tribunale di Verbania Antonietta Sacco e con il pm Anna Maria Rossi che si era fermata alla richiesta di pena di 9 mesi - è stato l’esito di indagini della polizia municipale di Domodossola che aveva piazzato nel camposanto cittadino anche delle fototrappole a fronte di segnalazioni dei vandalismi ai danni delle tombe.

lastampa

I Patroni di Domodossola Santi Gervasio e Protasio

Video: La storia dei Martiri Gervasio e Protasio raccontata da Jacopo De Vecchi, Diacono della Basilica di Sant'Ambrogio (tv2000.it)

- Per approfondire: 

 Durante il V secolo un autore anonimo compose una Passio che racconta dei loro genitori san Vitale e santa Valeria che furono martiri della cristianità durante la persecuzione di Diocleziano. Appena venuti a conoscenza della morte dei genitori non pianificarono nessuna vendetta, anzi decisero di vendere tutti i beni di famiglia per distribuire il ricavato ai poveri di Milano. Dieci anni dopo una vita di preghiera, meditazione e professione dei dettami della cristianità. Quando il generale Anastaso passò con le sue truppe nella città, li denunciò come cristiani e li additò come persone da punire e da redimere. I due fratelli furono arrestati, torturati ed umiliati. A Protasio fu tagliata la testa con un colpo di spada, mentre Gervasio morì a seguito dei numerosi colpi di flagello ricevuti.

Il racconto della scoperta delle loro reliquie da parte di S. Ambrogio di Milano (7 dic.), alla presenza di S. Paolino di Nola (22 giu.) e S. Agostino d'Ippona (28 ago.), deve essere considerato come uno degli eventi di questo tipo più sensazionali e meglio storicamente attestati nella Chiesa del secolo.

Ambrogio aveva costruito la grande cattedrale di Milano, che poi prese il suo nome, e racconta in una lettera alla sorella Marcella come si preparava alla dedicazione e con quale premura voleva farne un evento memorabile, paragonabile alla cerimonia nella quale aveva dedicato un'altra chiesa dove si conservavano le reliquie degli apostoli.

Ebbe "presentimento" (Agostino parla di visione) che in quel luogo ci fossero reliquie di antichi martiri cristiani, sepolti nella basilica cimiteriale dei SS. Nabore e Felice: gli scavi, da lui ordinati, portarono infatti alla luce i corpi di due uomini di alta statura con le teste recise dal corpo.

Le ricerche fatte li identificarono con Gervasío e Protasio, dei quali, a duecento anni dalla morte, non si ricordava più nulla se non i nomi e il fatto che avevano subito il martirio. Mentre le reliquie venivano portate attraverso le vie cittadine un macellaio cieco, di nome Severo, riottenne la vista toccando la frangia del drappo funebre che le ricopriva: sia Ambrogio, che Paolino (allora suo segretario), e Agostino (allora a Milano), citano l'episodio del macellaio; Paolino afferma che costui lavorasse ancora in città quando egli scriveva la Vita di Ambrogio nel 411.

Sulla esistenza storica di Protasio e Gervasio sono sorte molte controversie: il dottor IR. Harris ha formulato un'audace teoria: che fossero figure mitiche, forse identificabili con i Dioscuri (Castore e Polluce, figli di Giove). La pista di ricerca è stata confusa da una lettera apocrifa attribuita a S. Ambrogio, in cui si racconta la vita dei due protomartiri affermando che subirono il martirio al tempo di Nerone, ma gli agiografi moderni pensano che siano stati veramente martirizzati, benché la loro vicenda ci sia sconosciuta, durante il regno dell'imperatore Antonino o anche prima.

Ambrogio, Paolino e Agostino sono però testimoni degni di fede: Ambrogio era uomo di grande esperienza (era stato governatore delle province di Emilia e Liguria prima di diventare vescovo) e di indubbia integrità; un santo che si era opposto a un imperatore difficilmente avrebbe accettato reliquie di dubbia provenienza per la sua chiesa. Era così convinto della verità del martirio di Gervasio e Protasio che diede la direttiva che i suoi resti mortali fossero messi accanto ai loro nella chiesa. Nel ix secolo l'allora vescovo di Milano, Anghelberto II, riunì le reliquie dei tre in un'urna di porfido e là rimasero indisturbate; ora sono nella cripta della basilica di S. Ambrogio.

Alcune chiese tedesche e la cattedrale di Soissons rivendicarono il possesso delle reliquie dei due protomartiri, portate in quei luoghi dall'imperatore Federico Barbarossa, ma ora è quasi certo che non appartenessero a loro.

Gervasio e Protasio sono ritratti nei quadri dell'Assunzione della Vergine del Borgognone, conservati nella pinacoteca di Brera. Il titolo "S. Trovaso" di una chiesa veneziana a loro dedicata, può essere frutto di una distorsione del loro nome nella lingua veneta.

MARTIROLOGIO ROMANO. Milano, commemorazione dei santi Gervasio e Protasio, martiri, i cui corpi furono rinvenuti da sant’Ambrogio e in questo giorno solennemente traslati nella nuova basilica da lui costruita. (Fonte: santodelgiorno.it)