google.com, pub-1709475914964886, DIRECT, f08c47fec0942fa0 Domodossola News: Omegna
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San Vito ad Omegna, uno speciale

 A Omegna, dal 20 al 29 agosto torna la festa di San Vito. Un evento di gioia e incontro che quest’anno avrebbe le caratteristiche della riscoperta dopo due anni pesantemente segnati dalla pandemia che hanno cancellato questo, come tanti altri momenti simili. 

Nonostante la città guardi con interesse e attesa alla patronale, la città sarà ancora segnata dal lutto per la morte del sindaco Soressi accaduta solo a pochi giorni dalla sua nomina e ad altrettanto pochi dalla celebrazione della ricorrenza del santo.

È in questo clima che il nostro giornale vuole dedica al programma di Sam Vito otto pagine, la prima aperta dal messaggio del nostro vescovo Franco Giulio Brambilla che scrive alla gente di Omegna e del Cusio nel quale ricorda il 125° anniversario della morte del Venerabile don Andre, tratteggia la festa di San Vito come un incontro tra le persone, condivisione nella comunità, ospitalità per i pellegrini, turisti, amici e parla anche di avvio dell’anno pastorale e dell’importanza delle famiglie cuore della Chiesa e della società.

sdnovarese.it


IL LUTTO Omegna, sindaco appena eletto muore di malattia

 

È morto esattamente un mese dopo essere stato eletto sindaco di OmegnaAlberto Soressi s’è spento nella notte fra ieri, lunedì 25 luglio, e oggi, martedì 26, per l’aggravarsi della malattia contro cui stava combattendo da tempo. Lascia la moglie e due figli. La cerimonia funebre, in forma civile, si svolgerà giovedì 28 luglio alle 14,30 nel Palazzo municipale.

SITUAZIONE NOTA

«La drammaticità della situazione ci era nota - parole del consigliere comunale di maggioranza Gianni Desanti - fin dalla sua impossibilità a partecipare all’assemblea municipale d’insediamento, ma abbiamo voluto tenerla riservata per rispetto nei suoi confronti e dei suoi familiari. E ieri sera, nella settimanale riunione di maggioranza, avevamo percepito il precipitare della situazione». Questi mesi di intensa collaborazione con Soressi, aggiunge l’ex vice sindaco ai tempi della giunta del primo cittadino Teresio Piazza, «sono stati, da parte di Alberto, un estremo atto di generosità nei confronti nostri e della città. Omegna lo ricorderà proprio per questo».

AVEVA 65 ANNI

Soressi, nato a Premosello, aveva 65 anni. Eccezion fatta per un decennio, ha sempre vissuto nel capoluogo del Cusio. Dopo essersi laureato, nel 1982, in Scienze Agrarie, ha lavorato come insegnante soprattutto nelle scuole superiori prima a Crodo e poi a Novara, e quindi come preside. Dal 2012 guidava l’istituto comprensivo “Filippo Maria Beltrami” di Omegna. Dal 1980 al ‘90 è stato consigliere comunale. Sempre negli anni Ottanta è stato segreta

prealpina.it

Omegna, un progetto “dolce” per la disabilità

 

I biscotti che fanno bene al palato ma anche al cuore: li hanno prodotti le pasticcerie Zanardi, Jolly e Piazza e la panetteria Gellera. Più di mille sacchetti la cui vendita, affidata ai Supermercati Savoini, consentirà di finanziare il progetto Diversamente Dolce.

Quattro puntate del format televisivo condotto dal pasticciere solidale Luca Antonini saranno distribuite a 30 televisioni locali dislocate sul territorio nazionale, con un duplice scopo: aiutare concretamente le associazioni che si occupano di disabilità e sensibilizzare tutti, specialmente i giovani, su queste tematiche mai abbastanza dibattute ed affrontate con cognizione di causa.

“Il grazie più grande – ha spiegato Antonini in una conferenza stampa – va a Global Pesca, che ci ha donato gratuitamente le materie prime per la produzione dei biscotti da colazione. Ancora una volta questa azienda ha dimostrato la sua grande sensibilità sociale, con un’attenzione unica per le persone deboli del territorio”.

Fonte: sdnovarese.it


Omegna. Al Museo Rodari le favole diventano multimediali

 Un’esperienza multimediale coinvolgente, immersiva e accessibile a tutti, progettata con un’attenzione particolare per il pubblico infantile ma capace di dialogare anche con un pubblico adulto

Quando l’editore Einaudi nel 1973 pubblicò Grammatica della fantasia, di Giovanni Francesco Rodari (1920-1980), detto Gianni, Tullio de Mauro recensendo il libro su Paese Sera, definì lo scrittore con l’aggettivo 'classico'. «Rodari non ha dimenticato le sue buone qualità: la chiarezza, l’intelligenza sorridente, la capacità di far saltare fuori idee da un sasso. Come Cimarosa col suo Maestro di Cappella, come Rilke nelle 'Lettere a un giovane poeta', come Goethe e Leopardi in certe loro pagine, un artista ha messo in tavola le carte del suo gioco. E ne è nato, elegante e geniale, un classico». Dopodichè lo stesso Rodari, secondo il suo stile scherzoso e fantasioso, fissò un cartellino sulla propria giacca con la dicitura 'Sono un classico'. E probabilmente ora, in occasione della nascita a Omegna ( Vb) - città natale dello scrittore di fantasia, sulla sponda del Lago d’Orta in Piemonte - del 'Museo Rodari, una fantastica storia', avrebbe apposto sulla giacca la scritta 'Sono un museo', spiega Pino Boero, curatore del museo interattivo. Il percorso del Museo Rodari (sito nella centrale via Carrobbio, 45) è stato studiato per creare un’esperienza multimediale coinvolgente, immersiva e accessibile a tutti, progettato con un’attenzione particolare per il pubblico infantile ma capace di dialogare anche con un pubblico adulto e preparato. Gli exhibit interattivi coniugano elementi fisici con videoproiezioni digitali, componenti meccaniche e software procedurali si mescolano e si intrecciano tra di loro, per disegnare un percorso narrativo inedito sulla vita e la poetica di Rodari. I visitatori sono chiamati a mettersi in gioco in prima persona per attivare i racconti e i meccanismi narrativi delle varie installazioni, senza di loro il museo non avrebbe senso, resterebbe perennemente incompiuto. In un percorso museale che non espone oggetti ma storie ed esperienze, il vero contenuto da tutelare e salvaguardare sono proprio i visitatori e la loro esperienza di visita. In questo modo il museo si trasforma, diventa un luogo vivo e accessibile, in cui sperimentare nuovi modelli di didattica e di diffusione del patrimonio immateriale, seguendo le orme fantastiche di Rodari. Il Museo racconta la 'fantastica storia' dello scrittore, del territorio e del contesto storico con la leggerezza della dimensione virtuale, con il piacere della scoperta di testi che scendono dagli scaffali e immagini che si ricompongono. Il visitatore potrà vedere Rodari intervistato alla televisione e ascoltare 'al telefono' alcune famose 'favole' con la possibilità, componendo numeri speciali, di sentirle recitate in diverse lingue. Da Omegna, la città e il paesaggio circostante, che hanno ispirato la fantasia di Rodari, al mondo, dunque, in un viaggio dentro un museo pieno di sorprese per piccoli e grandi. Per info: www.museorodari.it.
(Fonte: Avvenire)