google.com, pub-1709475914964886, DIRECT, f08c47fec0942fa0 Domodossola News

Covid e sfida educativa: la risposta all’emergenza è un’alleanza

 La riflessione di Paolo Usellini, direttore dell'Ufficio Scuola della diocesi, a margine del progetto lanciato dalla diocesi con Fondazione Carolina per la formazione sul tema della cittadinanza digitale.

All’emergenza si risponde con un’alleanza. Sembra solo uno slogan, ma è un impegno assolutamente concreto. L’ha usato Margherita Invernizzi, condirettrice dell’Ufficio diocesano per la famiglia, durante la presentazione del progetto lanciato dalla diocesi con Fondazione Carolina per la formazione degli insegnanti di religione sul tema della cittadinanza digitale. Una risposta all’appello lanciato dal vescovo Franco Giulio alla patronale di san Gaudenzio 2022 a non dimenticare i giovani, a stare loro vicini, a renderli protagonisti.

Ma anche un piccolo tassello di un impegno – quello educativo – che per la comunità cristiana parte da lontano e che ha il volto delle catechiste che ogni settimana incontrano i più piccoli, delle famiglie che si spendono per le altre famiglie nelle parrocchie, degli animatori dei nostri oratori. E poi proprio degli insegnanti di religione: sacerdoti, laiche e laici che con fatica, impegno e dedizione vivono nella scuola questa sfida quotidianamente.

Il peso del Covid non si sente solo sull’economia, ci ha ricordato il vescovo. La perdita di relazioni con i pari, la sovraesposizione alla rete internet, le lezioni a intermittenza, si sono fatte sentire su bambini e ragazzi in questi due anni. Alcuni segnali preoccupanti si registrano già. Ma il rischio è che i più gravi arriveranno nel prossimo futuro.

Ecco, allora, il senso dell’impegno educativo oggi. Passare dall’emergenza all’alleanza. Tra scuola, associazioni, oratori e famiglia. L’obiettivo, l’ha detto detto bene don Gianluca De Marco, responsabile della pastorale giovanile diocesana. Trasformare l’ansia che oggi vivono molti nostri ragazzi, in speranza.

sdnovarese.it



Carnevale domese torna ad animare la città

 

È stato presentato questa mattina, martedì 15 febbraio, con una conferenza stampa presso la sala onsigliare del Comune di Domodossola il programma del Carnevale 2022.

Un carnevale in forma ridotta senza la sfilata dei carri e senza il matrimonio del Togn e della Cia in pazza per prevenire gli assembramenti ma che segna un primo passo per il ritorno alla normalità.

Dopo due anni di pandemia abbiamo ripreso in mano il carnevale – afferma il presidente del Comitato Pulenta e Sciruii, Alberto Polacchi – per quanto è possibile dalle autorizzazioni, la novità di quest’anno è che la consegna delle chiavi non avverrà in sala consigliare ma a Palazzo San Francesco”.

Siamo tornati anche con il prgetto ‘Città in giallo’ - spiega il vicepresidente Andrea Truscello – che è il colore della polenta e del nostro carnevale. Abbiamo voluto insieme al Comune posizionare i filari nelle vie del centro, abbiamo distribuito ai commercianti domesi un kit con dentro i disegni dei bambini delle scuole di Domo creando così la mostra a cielo aperto più grande d’Italia”.

Finalmente è giunto il momento di riportare all’attenzione della Città il carnevale domese – dice il sindaco Lucio Pizzi – un momento a cui noi siamo molto legati perché  teniamo alle nostre tradizioni, ci siamo confrontati con il comitato per capire cosa fare: c’era grande voglia di ripartire ma chiaramente c’era da trovare un punto d’equilibrio rispetto alle difficoltà del momento”.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 19 febbraio alle 17 a Palazzo San Francesco dove all’ombra dell’antico sipario del Teatro Galletti, il cui restauro sarà presentato il giorno prima, il sindaco Lucio Pizzi darà le chiavi della città al Togn e alla Cia; alle 19 ci sarà l’apericena all’Etho e la sera si conclude all’Alice After Dinner.

Domenica 20 febbraio alle 18 in collegiata sarà celebrata la messa in suffragio dei soci defunti del Comitato Pulenta e Sciriuii.

Dal 23 al 25 febbraio il Togn e la Cia faranno visita alle scuole e doneranno ai bambini il libro illustrato con la storia delle maschere domesi.

Domenica 27 febbraio dalle 11.30 in piazza Mercato torna la distribuzione della Polenta e Sciriui e si potrà anche leggere l'immancabile Tavan; alle 14.30 dj Tanza farà ballare grandi e piccini con un dj set in piazza.

Martedì 1 marzo si conclude il Carnevale con il ‘Martedì grasso sulla neve’, il Togn e la Cia, in compagnia del Comitato Pulenta e Scirui saranno a Domobianca365 per una giornata di festa e di sci.

Fonte: ossolanews.it

Domodossola, condannato a 1 anno e 20 giorni per vilipendio delle tombe

 



Quattro anni fa in circostanze simili era stato assolto, questa volta invece Aldo Albertario, 64 anni, conosciuto dalle forze dell’ordine come frequentatore di cimiteri, è stato condannato a un anno e 20 giorni per vilipendio delle tombe. Il processo - davanti al giudice del tribunale di Verbania Antonietta Sacco e con il pm Anna Maria Rossi che si era fermata alla richiesta di pena di 9 mesi - è stato l’esito di indagini della polizia municipale di Domodossola che aveva piazzato nel camposanto cittadino anche delle fototrappole a fronte di segnalazioni dei vandalismi ai danni delle tombe.

lastampa

I Patroni di Domodossola Santi Gervasio e Protasio

Video: La storia dei Martiri Gervasio e Protasio raccontata da Jacopo De Vecchi, Diacono della Basilica di Sant'Ambrogio (tv2000.it)

- Per approfondire: 

 Durante il V secolo un autore anonimo compose una Passio che racconta dei loro genitori san Vitale e santa Valeria che furono martiri della cristianità durante la persecuzione di Diocleziano. Appena venuti a conoscenza della morte dei genitori non pianificarono nessuna vendetta, anzi decisero di vendere tutti i beni di famiglia per distribuire il ricavato ai poveri di Milano. Dieci anni dopo una vita di preghiera, meditazione e professione dei dettami della cristianità. Quando il generale Anastaso passò con le sue truppe nella città, li denunciò come cristiani e li additò come persone da punire e da redimere. I due fratelli furono arrestati, torturati ed umiliati. A Protasio fu tagliata la testa con un colpo di spada, mentre Gervasio morì a seguito dei numerosi colpi di flagello ricevuti.

Il racconto della scoperta delle loro reliquie da parte di S. Ambrogio di Milano (7 dic.), alla presenza di S. Paolino di Nola (22 giu.) e S. Agostino d'Ippona (28 ago.), deve essere considerato come uno degli eventi di questo tipo più sensazionali e meglio storicamente attestati nella Chiesa del secolo.

Ambrogio aveva costruito la grande cattedrale di Milano, che poi prese il suo nome, e racconta in una lettera alla sorella Marcella come si preparava alla dedicazione e con quale premura voleva farne un evento memorabile, paragonabile alla cerimonia nella quale aveva dedicato un'altra chiesa dove si conservavano le reliquie degli apostoli.

Ebbe "presentimento" (Agostino parla di visione) che in quel luogo ci fossero reliquie di antichi martiri cristiani, sepolti nella basilica cimiteriale dei SS. Nabore e Felice: gli scavi, da lui ordinati, portarono infatti alla luce i corpi di due uomini di alta statura con le teste recise dal corpo.

Le ricerche fatte li identificarono con Gervasío e Protasio, dei quali, a duecento anni dalla morte, non si ricordava più nulla se non i nomi e il fatto che avevano subito il martirio. Mentre le reliquie venivano portate attraverso le vie cittadine un macellaio cieco, di nome Severo, riottenne la vista toccando la frangia del drappo funebre che le ricopriva: sia Ambrogio, che Paolino (allora suo segretario), e Agostino (allora a Milano), citano l'episodio del macellaio; Paolino afferma che costui lavorasse ancora in città quando egli scriveva la Vita di Ambrogio nel 411.

Sulla esistenza storica di Protasio e Gervasio sono sorte molte controversie: il dottor IR. Harris ha formulato un'audace teoria: che fossero figure mitiche, forse identificabili con i Dioscuri (Castore e Polluce, figli di Giove). La pista di ricerca è stata confusa da una lettera apocrifa attribuita a S. Ambrogio, in cui si racconta la vita dei due protomartiri affermando che subirono il martirio al tempo di Nerone, ma gli agiografi moderni pensano che siano stati veramente martirizzati, benché la loro vicenda ci sia sconosciuta, durante il regno dell'imperatore Antonino o anche prima.

Ambrogio, Paolino e Agostino sono però testimoni degni di fede: Ambrogio era uomo di grande esperienza (era stato governatore delle province di Emilia e Liguria prima di diventare vescovo) e di indubbia integrità; un santo che si era opposto a un imperatore difficilmente avrebbe accettato reliquie di dubbia provenienza per la sua chiesa. Era così convinto della verità del martirio di Gervasio e Protasio che diede la direttiva che i suoi resti mortali fossero messi accanto ai loro nella chiesa. Nel ix secolo l'allora vescovo di Milano, Anghelberto II, riunì le reliquie dei tre in un'urna di porfido e là rimasero indisturbate; ora sono nella cripta della basilica di S. Ambrogio.

Alcune chiese tedesche e la cattedrale di Soissons rivendicarono il possesso delle reliquie dei due protomartiri, portate in quei luoghi dall'imperatore Federico Barbarossa, ma ora è quasi certo che non appartenessero a loro.

Gervasio e Protasio sono ritratti nei quadri dell'Assunzione della Vergine del Borgognone, conservati nella pinacoteca di Brera. Il titolo "S. Trovaso" di una chiesa veneziana a loro dedicata, può essere frutto di una distorsione del loro nome nella lingua veneta.

MARTIROLOGIO ROMANO. Milano, commemorazione dei santi Gervasio e Protasio, martiri, i cui corpi furono rinvenuti da sant’Ambrogio e in questo giorno solennemente traslati nella nuova basilica da lui costruita. (Fonte: santodelgiorno.it)

Domodossola, con l’8xmille nascerà un centro per famiglie sfrattate

 


Don Vincenzo Barone, parroco di Domodossola, di fronte all'edificio che diventerà centro per le famiglie


Nel cuore di Domodossola sorgerà “Una casa per tutti”. È questo il futuro dell’ex casa parrocchiale: un certo per famiglie che hanno ricevuto uno sfratto realizzato grazie ai fondi dell’8xmille della Diocesi di Novara. Siamo in via don Luigi Pellanda, a due passi dalla collegiata. In questo intrico di vie si affaccia un edificio carico di storia, a cui nel breve tempo si aggiungerà un nuovo capitolo. Costruita nel 1705, l’ex casa parrocchiale è stata fin dall’inizio destinata all’abitazione dell’arciprete, ospitandovi anche l’archivio e la biblioteca parrocchiale. Così è stato fino a metà del Novecento. Ora, tornerà agli antichi splendori e sarà un punto di riferimento all’interno della città e di tutta l’Ossola; come recita il progetto, sarà una casa per tutti. «Da diversi anni – spiega il parroco don Vincenzo Barone – vi è nell’animo di offrire un luogo che possa ospitare famiglie sfrattate. Sono diverse quelle che nel tempo si sono rivolte alla Caritas, evidenziando questo bisogno. È una necessità che oggi, a causa della crisi economica generata dalla pandemia, è aumentata, richiedendo una risposta concreta e non più rinviabile». Il progetto della parrocchia di Domodossola è uno dei progetti emblematici finanziati con il contributo dell’8xmille destinato alla carità della diocesi di Novara. Le altre parrocchie in cui saranno realizzati i progetti emblematici sono le parrocchie di Castelletto Ticino, Invorio e Borgomanero.
lastampa.it

Scossa di terremoto in valle Anzasca

E' stata percepita anche in valle Anzasca, specialmente nella parte più alta, la scossa di terremoto che all’alba di questa mattina ha avuto come epicentro Carcoforo, paese della Val Sermenza, valle laterale della Valsesia, nella provincia di Vercelli.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato infatti alle 5,11 una scossa di magnitudo 2.0. Non si sono comunque registrati danni a persone o cose.






Turismo, la Regio Insubrica verso la svolta digitale

 Grazie al progetto Interreg DESy può oggi disporre di una piattaforma di marketing leader di mercato, capace di fornire contenuti migliori ai visitatori sulla base dei loro interessi


Mettere a disposizione del turista il servizio giusto al momento giusto e, al contempo, permettere alle destinazioni di avere più informazioni sulle abitudini degli ospiti per pianificare investimenti di marketing mirati.

Sono questi i principali obiettivi dell’importante progetto denominato “DESy” (acronimo di Digital Destination Evolution System) lanciato nel 2019 dal Distretto Turistico dei Laghi, da Ticino Turismo, dalla Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e dall’Agenzia di Promozione Turistica del Novarese. L’iniziativa si avvale dell’importante collaborazione scientifica dell’Istituto di tecnologie digitali per la comunicazione dell’USI e dell'Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (USI- SUPSI) e rientra nell’ambito della finestra Interreg Italia-Svizzera che mira a valorizzare le risorse di cui dispongono le aree di frontiera in una logica di rete.

A quasi due anni e mezzo dal lancio del progetto, che si concluderà nel febbraio del 2023, è possibile tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti. Grazie a DESy la Regio Insubrica può oggi disporre di una piattaforma leader di mercato, capace di fornire contenuti migliori agli utenti sulla base dei propri comportamenti. Nel primo biennio sono state costruite le fondamenta strutturali che permetteranno attività di marketing sempre più personalizzate in futuro, fatto su misura per gli ospiti. Già oggi le destinazioni coinvolte hanno accesso a informazioni in tempo reale sul grado di occupazione delle camere. In questo modo possono mettere in atto azioni di promozione basate sulla fluttuazione delle prenotazioni.

Il tempo rimanente alla conclusione del progetto sarà dedicato all’introduzione di nuovi servizi digitali per migliorare l’esperienza dell’ospite. In particolare verranno predisposti: welcome kit personalizzati digitali o da ritirare allo sportello; itinerari sensoriali auditivi per iniziare a immaginare la propria esperienza; sistemi di raccomandazione sulle attrazioni da visitare in base al tipo di vacanza che attende l’ospite; experience card ottenibili online che offrano diversi vantaggi e scontistiche e pacchetti tematici che uniscano diverse attività su percorsi di uno, due o più giornate.

Grazie al progetto DESy la Regio Insubrica potrà competere sul mercato e mostrare a specifici target di clienti le attrattività del territorio di propria preferenza nell’esatto momento in cui il turista sta decidendo dove passare le prossime vacanze. Le informazioni raccolte non saranno finalizzate alla sola promozione, ma rappresenteranno una base oggettiva di dati che permetterà una maggiore ottimizzazione degli investimenti, migliorata efficienza nella pianificazione dei trasporti e capacità di misurare le performance prodotte. Il risultato sarà un cuore digitale di profili reali e di clienti attuali e potenziali, raggruppabili per scopi statistici e condivisi (con particolare attenzione alla privacy), fulcro su cui i partner potranno costruire in sinergia le loro strategie di marketing, prodotto e investimenti.

Potranno beneficiarne direttamente e indirettamente tutti gli addetti ai lavori e istituzioni impegnati nello sviluppo della regione turistica (agenzie, enti, province, organizzazioni turistiche, albergatori, ristoratori ecc.). Il comparto turistico considerato e destinatario del progetto è ampio; nella macroregione considerata si contano oltre 700 alberghi (oltre 35.000 posti letto), più di 80 campeggi, e oltre 30.000 posti letto da strutture paralberghiere. La disponibilità di informazioni così dettagliate favorirà la nascita di nuove iniziative commerciali ed imprenditoriali.

“Il Distretto Turistico dei Laghi è orgoglioso di partecipare come capofila italiano al progetto triennale Interreg “DESy – Digital Destination Evolution System – dichiara il Presidente del Distretto Turistico dei Laghi Francesco Gaiardelli -. Siamo decisamente motivati dai dati e dalle ricerche di settore che confermano sempre più il numero, in aumento costante, di turisti che utilizzano canali digitali durante la fase di preparazione e durante i loro soggiorni. È una trasformazione – sicuramente al passo con i tempi - che non può passare inosservata anzi, va compresa, governata, sfruttata al meglio perché possa sviluppare su tutto il territorio di competenza del progetto un valore e un’opportunità di sviluppo. Partecipiamo a questo progetto perché vogliamo essere i promotori della trasformazione digitale della nostra destinazione e questo permetterà a tutti gli operatori del settore turistico una migliore personalizzazione dei servizi offerti e una più ampia raccolta, analisi e interpretazione di informazioni sulle abitudini dei nostri visitatori”.

Dal canto suo Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, afferma: “Anche il turismo, così come gli altri settori dell’economia, ha urgente bisogno di una forte innovazione e la tecnologia in questo senso è il miglior alleato. Grazie al coinvolgimento di molti partner si riusciranno a identificare e

riconvertire i canali di raccolta esistenti - digitali ma non solo - e progettarne di nuovi, in modo da comprendere i flussi turistici in profondità. Crediamo fermamente in questo progetto che, va sottolineato, si inserisce perfettamente nelle linee guida della strategia turistica nazionale che per il prossimo decennio prevede di orientarsi in modo deciso verso i Big data”.

La Presidente dell’ATL della Provincia di Novara, Maria Rosa Fagnoni, rileva che “In questo particolare periodo storico, pieno di incertezze e problematiche per il comparto turistico, il progetto DESy ha il grande valore di percepire in tempo reale quali siano le tendenze turistiche e quindi le iniziative da attivare per rendere una destinazione irresistibile. Utilizzando strumenti digitali potremo capire come l'emergenza Covid abbia cambiato e cambierà le abitudini di viaggio,

quali saranno i trend dei prodotti turistici in crescita e come dovranno adeguarsi le professioni del settore. Il progetto saprà perciò fornire delle indicazioni utili a tutti gli operatori turistici del territorio per migliorare i propri servizi in base alle tipologie e alle nuove necessità dei turisti. Per altro la trasformazione digitale, che passa attraverso le nuove modalità di trasmissione e partecipazione degli utenti, perdurerà a lungo anche dopo il ritorno a forme di normalità: turismo smart e innovazione sono quindi strumenti indispensabili che garantiranno un nuovo impulso al rilancio del settore”.

Giandomenico Albertella, consigliere delegato al Turismo della Provincia del Verbano Cusio Ossola conferma: “La partecipazione della Provincia, in qualità di partner, al progetto Desy è stata accolta con entusiasmo sin dalla fase embrionale del progetto stesso. Grazie alla tecnologia digitale sarà creato uno strumento che sarà messo a disposizione degli operatori del Turismo del territorio, settore trainante dell’economia del Verbano Cusio Ossola, per veicolare le scelte dei potenziali visitatori e per migliorare l’accoglienza degli ospiti che sceglieranno la destinazione. La profilazione dell’utenza sarà strategica anche per intercettare gli orientamenti del mercato turistico nazionale ed estero nel nuovo scenario post pandemia”.

(Foto credits Marco Benedetto Cerini)

newsnovara.it