google.com, pub-1709475914964886, DIRECT, f08c47fec0942fa0 Domodossola News

Ciclismo. Moser lancia Ganna: «Può vincere la Roubaix»

È un po’ come il Natale, anche se quest’anno la Parigi-Roubaix si correrà nel giorno di Pasqua. È una delle ricorrenze sportive più conosciute al mondo, qualcosa di più di una corsa ciclistica, proprio perché va oltre, verso un limite che i corridori sono portati a superare, sempre. È l’inferno del Nord, la regina delle classiche, la corsa in linea più conosciuta al mondo, proprio per la sua particolarità, per quelle strade lastricate di pietre, per quei tratturi a schiena d’asino che diventano impossibili con la pioggia e il fango, ma duri lo sono ugualmente anche con il sole, per la polvere che si innalza da terra a soffocarti la gola e a offuscarti la vista. È la Parigi-Roubaix, che l’Italia del pedale ha vinto quattordici volte nella storia, l’ultima con Sonny Colbrelli, due anni fa. Ora ci riproviamo con Filippo Ganna, l’uomo d’oro della pista, l’uomo d’oro del cronometro, che sogna le pietre più famose del pianeta. Per il piemontese di Vignone, secondo alla Milano-Sanremo, alle spalle di Mathieu Van der Poel che ritroverà sicuramente su quella pavimentazione a cubetti che Napoleone III volle per le strade di campagna, percorse da carri, quel traguardo che profuma di storia è il sogno bambino. Francesco Moser l’ha corsa tredici volte in carriera, vincendo tre edizioni consecutive, dal 1978 all’80. Due i secondi posti, altrettanti i terzi, oltre ad un quinto, un ottavo e un decimo posto. Il peggior risultato? 19°nella sua ultima apparizione. A lui che non è “monsieur Roubaix”, titolo che spetta di diritto solo a Roger De Vlaeminck e Tom Boonen, a quota quattro, abbiamo chiesto un parere su quello che potrà fare questo ragazzo di 26 anni, che vuole trasformarsi anche in cacciatore di classiche.
Il 9 aprile Filippo Ganna darà l’assalto alla “regina”: è lecito attendersi qualcosa di buono?
Altroché. Filippo ha un motore di prim’ordine. È un atleta di assoluto talento, non solo per quello che ha fatto vedere in questi anni sugli anelli di mezzo mondo o nelle prove contro il tempo, ma anche nelle corse in linea. Alla Sanremo è stato davvero molto forte e il suo secondo posto, se solo ci avesse creduto un po’ di più, poteva anche trasformarsi in qualcosa di molto più prezioso.
Da under 23 vinse un’edizione, tra i professionisti non ha avuto ancora fortuna.
Ecco, oltre ad una buona condizione, occorre avere anche fortuna. Un anno fa, dopo le prime due partecipazioni non propriamente felici (fuori tempo massimo nel 2018, ritirato nel 2019, ndr), è stato penalizzato non poco da un’influenza che gli ha in pratica condizionato tutta la prima parte della stagione. Quest’anno mi sembra che ci arrivi al meglio, anche se alla Gand è stato costretto al ritiro per una caduta.
È una corsa contro gli avversari, ma soprattutto contro sé stessi: un po’ come in una cronometro.
Per certi versi sì. È una corsa di gruppo, che beneficia del lavoro prezioso della squadra, ma in più di un’occasione, soprattutto negli ultimi cinquanta chilometri è una corsa molto individuale. Si devono avere grandi gambe, ma anche grandissima testa. È una corsa che va preparata, sia a livello di mezzo meccanico (la bicicletta deve essere settata in modo adeguato) ma soprattutto mentale. Il ciclismo è sport molto esigente, la Roubaix lo è in modo particolare.
Non tutti la amano.
Vero, c’è anche chi non la considera nemmeno ciclismo, ma generalmente sono quei corridori che non si trovano a proprio agio su queste superfici.
Saronni la odiava…
Io l’ho amata, più di ogni altra corsa. Vincere su quelle strade mi ha portato nell’Olimpo del ciclismo mondiale.
Vuol dire che Saronni non fa parte dell’Olimpo?
Voglio solo dire che lui la Roubaix non l’ha mai vinta e non sa cosa si è perso.
Filippo la ama, ma lei crede che abbia i numeri per inseguire un traguardo così?
Il motore c’è, il fisico anche, la testa è quella giusta perché si vede l’approccio che ha nello svolgere la sua professione: è molto scrupoloso e serio. C’è da verificare solo la sua capacità di guida su quelle pietre. Pedalare a sessanta/settanta all’ora nella Foresta di Arenberg non è cosa per tutti.
Cosa ci vuole?
Leggerezza. Potenza e leggerezza: un mix tutt’altro che facile da ottenere. Guai provare a governare la bicicletta, bisogna essere bravi solo a farla scorrere, con movimenti impercettibili. Bisogna avere sensibilità: facile da dirsi, un po’ più complesso da farsi. Molti pensano che chi non riesce in una corsa del genere non è forte, ma non è così. Ho visto corridori che erano muniti di grandi motori, ma non sapevano far scorrere la bicicletta, erano rigidi, tesi e terrorizzati e il mezzo si trasformava in un cavallo imbizzarrito. Invece bisogna avere l’accortezza di accarezzare i pedali. Il manubrio non va stretto, ma tenuto con cura, quasi ad ammortizzare con le mani e le braccia i sussulti che la forcella subisce dal pavé. Solo chi pedala su quelle superfici può davvero capire il fascino e la dannazione di pedalare sulle strade più infernali del ciclismo, che portano però quasi sempre in Paradiso».

avvenire.it

Agrigento sarà Capitale italiana della Cultura 2025


AGI - Definita da Pindaro "la più bella fra le città dei mortali", Agrigento, nominata Capitale italiana della Cultura 2025, accoglie il bello e il brutto di una storia lunga 2.600 anni. Gli Dei e i 'Signori dell'abusivismo' che non hanno risparmiato nemmeno lo spazio dominato dalle colonne di Zeus e della Concordia. Il ponte tra civiltà e quello 'Morandi' riaperto a metà nel 2021 dopo essere rimasto chiuso quattro anni per problemi strutturali e dopo un lungo dibattito tra i sostenitori della sua riapertura e quelli dell'abbattimento, alla luce anche del crollo del gemello genovese. Nel mare dell'antica Akragas speranze e tragedie, i sogni (tante volte infranti) di una provincia spesso in fondo agli indicatori economici e della vivibilità, ma che non rinuncia alle sfide del futuro e dell'accoglienza dei migranti e dei mondi affacciati sul Mediterraneo, con un posto speciale per Lampedusa al centro di specifici progetti culturali. Così, sin dal logo, l'obiettivo dichiarato di questa missione che sembrava impossibile di Capitale della cultura, è "Sostenere Agrigento".

E' questa la prima istanza portata avanti nel dossier e questo il significato più evidente del logo appositamente realizzato: un elemento templare, sì decorativo, ma soprattutto strutturale, il telamone che sostiene la città. Con uno spostamento della prospettiva, che focalizza l'attenzione non solo sul monumento quanto su chi lo sorregge, non solo sulla città quanto su chi la abita. Il progetto di candidatura si è ispirato ai 2600 anni di storia di Agrigento, ma guarda alle persone che racconteranno il progetto di futuro, di visione della città e del rapporto con il territorio circostante. Telamone è stato uno degli Argonauti, uno degli eroi che, a bordo della nave Argo, ha intrapreso l'avventuroso viaggio sotto la guida di Giasone alla riconquista del vello d'oro.

Il viaggio attraverso il mare, anzi, i viaggiatori che attraversano il mare, alla ricerca di un mantello capace di guarire i mali dell'umanità. Telamone, viaggiatore mitico, sostiene la città e viene rappresentato nel logo attraverso un richiamo che risale indietro, alle radici del cosmo, composto da Aria, Acqua, Terra e Fuoco, il cui equilibrio costituisce al contempo la base e il punto di partenza dell'esistenza. 

Il programma culturale di Agrigento Capitale italiana si ispira così alle quattro radici di Empedocle. Gli elementi, fondamentali per la vita, generano forza immortale se uniti. Prendendo spunto dai quattro elementi Aria, Acqua, Terra e Fuoco, che vengono tenuti insieme dal concetto di amore e odio, ogni volta che gli elementi, emergendo alla luce, si mescolano in forma di uomo, di bestie selvatiche, di piante o di uccelli, lo chiamano nascere; quando invece si separano, loro parlano di sventurata morte. L'elemento dell'Acqua permette di indagare il tema del Mediterraneo, della transfrontalierità della città, città di confine, città di arrivi e partenze, oggi e ieri. Il tema delle migrazioni, dell'inclusione, dell'accoglienza, della solidarietà.

La proposta progettuale include, infatti, Lampedusa con la sua ricchezza di suggestioni e visioni di una civiltà matura e inclusiva. Il tema della Terra riporta all'entroterra della provincia. Un entroterra brullo, a volte spoglio, giallo di grano, ma ricco di storie da raccontare. Borghi inesplorati che possono e devono arricchire l'offerta culturale del territorio. L'Aria riconduce al tema del digitale e della nuova necessità di connessione che la società si trova a dover affrontare dopo la pandemia, con rinnovati approcci. L'insularità e la posizione svantaggiata della città devono essere non più visti come limiti allo sviluppo, ma come ricchezza e nuova forza attrattiva. Al tema del fuoco sono legati anche i prodotti delle persone, i lavorati a mano, i prodotti artigianali. Il fuoco come metafora della comunità che vive questo territorio, come luogo dalle mille generazioni. Sono infatti le persone che oggi incidono sui luoghi e ne guidano le scelte future. "Sostenere Agrigento", dunque, in fondo per Sostenere l'Italia. 

Domodossola. A La Prateria sei incontri nell'ambito del progetto Live outdoor

Al via da giovedì 13 aprile alle 14.30 a Domodossola le esperienze outdoor rivolte ai giovani promosse dalla Provincia attraverso Eurodesk Vco.

Il calendario di opportunità offerte nell'ambito del progetto “Live outdoor” in tema di benessere ed educazione all'aria aperta prosegue al Centro Ippico La Prateria. Saranno 6 i pomeriggi per sviluppare competenze artistiche, musicali e motorie in mezzo alla natura. Si svolgeranno tutti i giovedì dal 13 aprile all'8 giugno dalle 14:30 alle 16:30. A maggio in programma un'esperienza a cavallo e in mountain bike. Le candidature vanno presentate entro il 12 aprile.

(Per info e iscrizioni: info Eurodesk Vco 348.3649459 - Live Outdoor- Provincia del Vco. Bellomo@provincia.verbania.it ).

"Siamo felici di fare rete con enti significativi del territorio per offrire ai giovani delle azioni di inclusione e di sensibilizzazione alla biodiversità in tutte le sue sfaccettature. Il progetto è in linea con gli obiettivi statutari e con il piano di sviluppo della cooperativa La prateria che sta investendo sempre di più in progetti di accoglienza, condivisione con il contesto locale e solidarietà" il commento di Alberto Poletti della Cooperativa La Prateria.

“Live outdoor” è un progetto sostenuto da bando UPI Azione ProvincEgiovani Anno 2021 di Provincia del Vco-Eurodesk Vco, promosso in rete con le cooperative sociali Vedogiovane, La Prateria, le Associazioni 21 Marzo e Mastronauta, ed i Consorzi dei Servizi Sociali Del Verbano, Cusio e Ossola.

ossolanews.it

Nuovo medico anestesista per l’ospedale San Biagio di Domodossola

Un nuovo medico per il reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Biagio di Domodossola: si tratta dell’ossolana Federica Moroni che ha preso servizio il 1° marzo. Moroni, originaria di Crevoladossola, ha 30 anni. Su Facebook la direzione generale dell’Asl Vco augura buon lavoro al nuovo medico.

Intanto l’Asl ha anche comunicato che dal 1° aprile prenderà servizio nel reparto di ostetricia-ginecologia dell’ospedale Castelli di Verbania una nuova ostetrica: si tratta di Francesca Fella. Originaria della Campania, si è laureata all’università di Siena. Anche in questo caso è arrivato l’augurio per il nuovo incarico con un post dell’Azienda sanitaria.

La Stampa

Veglia delle Palme dei Giovani 2023 in Diocesi Novara

Con la fretta buona, testimoni della gioia 
«Abbandonato in fretta il sepolcro» (Mt 28,8)

La Veglia delle Palme è il tradizionale incontro dei giovani con il vescovo, alle porte della Settimana Santa.  È la quarta tappa incontro del cammino spirituale “Con la fretta buona. Giovani in preghiera verso Lisbona”, il percorso proposto ai giovani per prepararsi alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù.
Partendo dal Messaggio che Papa Francesco ha scritto per questa giornata, abbiamo meditato sulla “fretta buona” che nel Vangelo anima Maria in visita ad Elisabetta e tanti altri, come i primi discepoli nei giorni successivi alla risurrezione.

QUANDO E DOVE

Quest’anno l’appuntamento è a Borgomanero, sabato 1° Aprile, a partire dalle 16, con le attività proposte dall’Ufficio di pastorale giovanile nel centro storico e l’intervento del vescovo. Alle 20.15 inizierà la veglia, animata dalla musica dei Reale.

IL PROGRAMMA

Ore 16.00, Accoglienza dei giovani in Piazza Martiri
Ore 16.00, Il Borgo della gioia. Nel centro storico di Borgomanero attività e proposte sulla GMG
Ore 18.00, Il Vescovo e i giovani. Incontro di preghiera e riflessione giovani e Vescovo presso Villa Marazza.
Ore 18.50, Cena offerta nel centro storico o in Oratorio (da definire)
Ore 20.15, Concerto dei Reale – Veglia di preghiera presso Largo Melvin Jones (parcheggio vicino all’Oratorio)

In caso di pioggia l’evento sarà spostato a Novara secondo le modalità che comunicheremo.

IL TEMA

La Veglia delle Palme è il quarto incontro del cammino spirituale “Con la fretta buona. Giovani in preghiera verso Lisbona”, il percorso proposto ai giovani per prepararsi alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù.
Partendo dal Messaggio che Papa Francesco ha scritto per questa giornata, abbiamo meditato sulla “fretta buona” che nel Vangelo anima Maria in visita ad Elisabetta e tanti altri, come i primi discepoli nei giorni successivi alla risurrezione.

ISCRIZIONI  E PRENOTAZIONI PER LA CENA
La partecipazione all’evento è libera e gratuita. Per la buona riuscita, si chiede soltanto di iscriversi per prenotare la cena entro mezzogiorno di lunedì 27 marzo.

fonte: diocesinovara.it


 

Clima, Mercalli a Domodossola: “Giovani più sensibili ma sono gli adulti che devono agire, subito”

 Il meteorologo e presidente della Società Italiana di Meteorologia Luca Mercalli a Domodossola ha parlato a casa don Gianni di cambiamenti climatici. Ha rimarcato: “Giovani più sensibili al tema anche grazie all’azione di Greta Thunberg ma sono gli adulti che devono agire, subito”. Affronta il tema anche nel suo libro “Salire in montagna. Prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale”.


vcoazzurratv.it

Dalla Calabria al Vco, sono 13 gli indagati per reati connessi al traffico di stupefacenti. Un arresto anche a Domodossola


Maxioperazione antidroga, dalla Calabria al Vco, con un arresto anche a Domodossola. Sono 13 le persone arrestate stamattina, lunedì 27 marzo, a San Vito sullo Ionio, Petrizzi e altre località delle province di Catanzaro e di Reggio Calabria, nonché a Domodossola.

I carabinieri della Compagnia di Soverato, supportati da quelli dei Comandi territorialmente competenti, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Catanzaro nei confronti di 13 indagati per reati connessi all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e cessione del tipo cocaina, hashish, marijuana e del tipo skunk, varietà di cannabis con alto contenuto di THC. In particolare, dei 13 indagati, 3 sono raggiunti dalla misura di custodia cautelare in carcere, 7 sono destinatari della misura degli arresti domiciliari e 3 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Uno dei destinatari dei provvedimenti cautelari è stato arrestato a Domodossola, dai militari della locale Compagnia (i fatti oggetto di indagine contestati non hanno attinenza però con il territorio del Vco). Quel che è emerso dalle indagini è l’esistenza di un presunto sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, con siti di spaccio in luoghi pubblici ed esercizi commerciali del soveratese.

L’indagine, condotta dal Norm cc di Soverato, avviata fin da febbraio del 2021, ha consentito di rilevare (nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), l’utilizzo di autovetture con doppi-fondi per il trasporto dello stupefacente, di sim card, intestate a soggetti stranieri, per le comunicazioni, l’esistenza di una cassa comune, nonché i canali di approvvigionamento dello stupefacente, e luoghi di deposito in San Vito sullo Ionio.

prealpina.it