“Intreccincantiere”: premiati i vincitori del concorso ideato dalla Manifattura di Domodossola

Si è conclusa la decima edizione di “Intreccincantiere”, il concorso per giovani designer ideato da Manifattura di Domodossola e realizzato in collaborazione con Lineapelle e il Gruppo Banco Bpm. Ogni anno studenti under 30 provenienti da tutto il mondo si sfidano a colpi di intrecciati: l’obiettivo è realizzare un prodotto accattivante e innovativo con i prodotti dell’azienda della famiglia Polli.

Per rendere ancora più saldo il legame con le scuole e gratificare l’impegno nel sostenere i propri studenti, per l’edizione di quest’anno è stato aggiunto un nuovo premio in denaro che andrà alla scuola che meglio si è contraddistinta in termini di partecipazione e qualità dei prototipi proposti.

La giura quest’anno era composta da: Daniele Amato (bag designer), Maura Basili (presidente Camera Buyer Italia), Giovanna Ceolini (presidente di Assocalzaturifici), Marcello Foa (giornalista e docente universitario), Federico Galli (brand ambassador e storyteller), Umberta Gnutti Beretta (co-fondatrice Camera Moda Fashion Trust), Masamichi Kamei (fondatore e presidente di Land Business Co.), Maurizio Molini (architetto e direttore creativo), Daniela Palazzi (pr, organizzatrice eventi e stilista), Cristina Parodi (giornalista e conduttrice televisiva) e Andrea Renieri (Ferragamo Head Designer leather goods uomo e donna).

I giurati hanno avuto modo di visionare tutti gli elaborati esposti presso Spazio Lineapelle il 21, 22 e 23 maggio e hanno decretato un vincitore per le tre categorie in gara. Il premio Calzatura è andato a Idrisse Jabri (Ies Sixto Marco, Alicante); il premio Abbigliamento a Tsunekawa Ryota (Tokyo Mode Gakuen, Tokyo); il premio Pelletteria ad Alice Boscolo (Accademia Costume e Moda, Roma). Il premio Miglio Scuola è stato attribuito a Poliarte Politecnico delle Arti SRL di Ancona e Ecole de Couture du Valais di Sierre. La premiazione avverrà il 16 ottobre al Museo Bagatti Valsecchi a Milano.Asse

OssolaNews

Estorsione e stalking all’ex impiegato: tre arresti della polizia a Domodossola


Tre uomini, di cui due fratelli, sono stati arrestati al termine di una lunga indagine condotta dalla Squadra Mobile di Verbania e dalla polizia di frontiera di Domodossola. Una vicenda nata nel mondo del lavoro e che ha avuto quale vittima di tentata estorsione e stalking un impiegato. Da quanto ricostruito nelle indagini, da tempo il giovane e la sua famiglia venivano minacciati e perseguitati dai tre, tutti di nazionalità italiana. L’uomo dopo essersi licenziato rivendicava stipendi arretrati mai incassati.

Dalla ricostruzione dei tre uomini – che ora sono ai domiciliari – invece il tutto era nato da un licenziamento non gradito e da un prestito che l’uomo non ha restituito ai tre.

Ma dalle indagini la storia ricostruita è ben diversa. L’ex impiegato rivendicava stipendi arretrati e da tempo era sottoposto a minacce che interessavano non solo lui ma anche i componenti della sua famiglia. A un certo punto aveva anche sporto denuncia, ma i tre hanno continuato a perseguitarlo perché la ritirasse, ritrattando quanto aveva dichiarato. Così però non è avvenuto e ora i tre si trovano agli arresti domiciliari.

lastampa.it

Ossola Guitar, un'anteprima con Thomas Hewitt Jones


Venerdì 12 luglio va in scena al Domocentro di Domodossola il primo appuntamento “Extra Festival” dell’edizione 2024 di Ossola Guitar Festival.

È in programma per le 16.00 un talk con Thomas Hewitt Jones, celebre compositore britannico, sul tema della composizione musicale per il cinema, per scoprire come nascono le colonne sonore. L’ingresso è libero.

Ossola News

Nessuna certezza sul futuro delle strutture della Cappuccina


(La Stampa)

Quasi due ore di confronto, a tratti con toni accesi, ma sempre nel rispetto dei frati intervenuti per spiegare le ragioni della 'dolorosa' scelta di chiudere il convento della Cappuccina. Quello andato in scena nel tendone della struttura sportiva del bar La Rivincita è stato un momento di confronto tra i vertici dei frati cappuccini e la comunità del quartiere. Un lungo applauso è stato tributato a padre Vincenzo, scomparso da poche settimane e che i fedeli hanno voluto ricordare all'inizio dell'incontro.

Padre Roberto Rossi Raccagni, Provinciale dei Cappuccini di Torino-Alessandria, ha esordito spiegando che: “Comprendiamo il vostro dispiacere, per noi è una decisione sofferta “. “Siamo consapevoli del bene che Padre Michelangelo, padre Vincenzo, padre Fausto e tutti i frati, hanno fatto per il quartiere in 70 anni” ha sottolineato fra Roberto ricordando anche le uore di San Giuseppe che sono andate via 10 anni fa “Hanno lasciato un segno”.

Fra Roberto ha spiegato le ragioni che spingono alla chiusura, sottolineando la mancanza di vocazioni e la mancanza di frati. Un problema che tocca l'ordine in tutta Europa. “Ho sentito tante cose non vere in questi giorni, nessuno ci ha cacciati, è una scelta nostra” ha voluto sottolineare il frate spiegando che negli ultimi 4 anni 15 frati sono morti e sono arrivati solo 3 novizi”.

“E' prematuro dire cosa sarà delle proprietà” ha continuato fra Roberto riferendosi al Treno dei Bimbi, a Casa Letizia, alla struttura sportiva e all'asilo. “Faccio appello a voi per far sì che possa continuare ciò che hanno costruito i frati, posso però dire che che se vi hanno comunicato la passione questo continuerà” ha detto il frate.

Tante le persone intervenute tra i presenti che a gran voce e in più riprese hanno chiesto che fine farà tutto questo. “Torneremo ad essere Abissinia o rimarremo Cappuccina?” ha sottolineato una fedele ricordando gli albori del quartiere marginale all'epoca per la città, e cresciuto e diventato parte integrante di Domo grazie proprio alla presenza dei Cappuccini.

Tra gli interventi anche quello del sindaco di Baceno Andrea Vicini, interessato per via del Treno dei Bimbi nel suo Comune: “Senza i frati verrebbe aa mancare quella parte importante che serve a tenere uniti e a mandare avanti quella realtà”.

La grande paura dei presenti è che ci sia già una decisione di vendere tutto, ma nessuna conferma è arrivata dai frati, che anzi hanno continuato a sottolineare che ancora nulla sia stato deciso. La volontà di alcuni presenti è quella di portare ai frati una proposta di una fondazione che possa farsi carico della gestione delle strutture. Un tentativo di salvare il salvabile mantenendo il fine sociale per il quartiere e per la città, certo è che per i fedeli la chiusura del convento e la partenza dei frati tra un anno sarà un vero e proprio colpo alla storia di chi quelle strutture, a partire dalla chiesa, ha aiutato a costruirle.

Tutto pare rimandato a dopo l'estate quando la Diocesi e l'ordine francescano delineeranno il futuro di parrocchia e strutture.

ossolanews.it

E’ morto a Domodossola Bruno Zanin, era Titta in Amarcord di Fellini


E’ morto a Domodossola l’attore e giornalista Bruno Zanin. Aveva 73 anni. Nato in Veneto, dopo una giovinezza drammatica tra Novi Ligure e Canelli, viene notato pe rcaso da Federico Fellini e scelto per il ruolo di Titta in Amarcord. Zanin non era un attore ma quel ruolo lo rende famoso e lo spinge a provare la strada della recitazione. Interpreterà altri ruoli al cinema e soprattutto a teatro, in particolare in Francia. Lavora, tra gli altri, con Sthreler, Marco Tullio Giordana e Giuliano Montaldo.
Dal 1992 lascia definitivamente il mondo del cinema e del teatro per dedicarsi a tempo pieno al giornalismo. Sarà anche scrittore. Gli ultimi anni di vita i passa in una baita tra i boschi in un minuscolo comune del verbano.
quotidianopiemontese.it

La nuova mostra di Domodossola sarà un viaggio alla scoperta della bellezza


Nuova esposizione a Palazzo San Francesco dal 18 luglio al 12 gennaio con opere di Canova, De Chirico e Magritte

LA Stampa

I frati lasciano Domodossola. Il ministro provinciale: “Scelta dolorosa, ma inevitabile”


E giovedì padre Raccagni incontrerà i fedeli della Cappuccina

LaStampa